I magistrati indagano su quello che è successo dal parto, alla rianimazione

Cosa è successo in quelle due ore? E’ quello che ossessivamente si chiedono i parenti della trentacinquenne, che dal reparto di ginecologia, dopo il parto è stata trasferita a quello di rianimazione. E, così, se lo chiedono anche i magistrati che hanno ordinato l’acquisizione della cartella clinica, perché da chiarire ci sono, naturalmente, le ragioni del decesso: al travaglio di oltre 70 ore, per provare un parto naturale che non è mai avvenuto, è seguito il parto cesareo, probabile principale motivazione della morte della donna. Gli inquirenti stanno provando a ricucire tutto quello che è successo prima del 3 luglio grazie ai racconti dei familiari: il punto di partenza è alle 17.30 di sabato, dodici ore dopo il parto, quando Clara intrattiene una videochiamata con la cognata mentre tiene fra le braccia il suo bambino neonato, in cui si lamenta di dolori e della stanchezza. Due ore dopo, la chiamata ai familiari in cui viene detto loro che Clara è in rianimazione.

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