lunedì, Dicembre 6, 2021
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Vittima innocente della camorra: ergastolo bis ai killer di Gianluca Cimminiello

Confermata in appello la condanna al carcere a vita per il boss scissionista Arcangelo Abete e il sicario Raffaele Aprea

di Luigi Nicolosi

Nessuno sconto per i killer di Gianluca Cimminiello, vittima innocente della camorra. Il boss Arcangelo Abete e il suo braccio destro Raffaele Aprea sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio del tatuatore del rione Berlingieri assassinato nel suo negozio di Casavatore nel febbraio del 2010. Accolte dunque dai giudici della quarta sezione della Corte d’assise d’appello le richieste di pena avanzate dalla Procura. 

Abete e Aprea erano imputati per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e della matrice camorristica per avere agito al fine di agevolare il clan Amato-Pagano, il cui gruppo Abete faceva parte. Secondo l’accusa, il ras Abete ordinò di dare una lezione a Cimminiello per fare in realtà un piacere al boss Cesare Pagano che, indirettamente, aveva subito un’offesa da parte di Gianluca. Tutto nacque da una foto pubblicata da Cimmniello sul proprio profilo facebook. Era lo scatto che ritraeva Gianluca insieme al bomber azzurro Ezequiel Lavezzi. Un tatuatore concorrente di Giancluca andò su tutte le furie e chiese a Cimminiello di rimuovere lo scatto. Cimminiello però non volle sentire ragioni. Fu così che il concorrente chiese a persone vicine agli Amato-Pagano di intervenire per perorare la sua causa.

Pochi giorni prima di essere ucciso, Gianluca si trovò fuori al negozio un gruppetto di persone che dapprima lo sollecitarono a rimuovere la foto e poi, al suo rifiuto, provarono ad aggredirlo. Gianluca reagì ed ebbe anche la meglio su chi voleva pestarlo. La paranza se ne tornò a casa umiliata. Un nipote del boss Pagano ebbe la peggio e la vendetta non si fece attendere. Abete, che doveva un piacere a Cesare Pagano, si fece carico della questione. A sparare fu Vincenzo Russo, condannato in via definitiva all’ergastolo in un altro procedimento. Da oggi anche per gli ultimi due sicari il cerchio giudiziario è stato finalmente chiuso.

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