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Tutti condannati i 17 imputati affiliati al potente clan Mazzarella, al termine del processo nato dalla richiesta di giudizio immediato con cui la Procura antimafia dopo gli arresti di luglio scorso ha impresso una accelerata all’iter giudiziario. Come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma della collega Viviana Lanza, il verdetto vede circa 200 anni di carcere per i membri del potente cartello criminale della periferia est di Napoli, in guerra con il clan Rinaldi, in uno scontro mai sopito nell’ambito del quale potrebbe collocarsi anche l’omicidio avvenuto nei giorni scorsi al rione Villa nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, davanti a una scuola. Il processo ricostruisce proprio l’inizio di questa guerra, soffermandosi su episodi degli anni scorsi, per stabilire il predominio sull’area in questione.

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Tra i condannati, la mano più pesante nei confronti di uno degli uomini più fidati della cosca, ovvero Salvatore Donadeo, cui venne affidata la reggenza del clan dopo l’arresto dei boss. Dieci anni di reclusione, invece, per Francesco Mazzarella. Mentre le altre condanne variano dai 16 anni per Marco Esposito Montefusco e Gianluca Fummo, 14 anni per Vincenzo Cozzolino (condanna cumulativa di quella con un altro verdetto), 5 anni e 4 mesi per Arcangelo Cimminiello, 12 anni per Giuseppe Cozzolino, Pasquale Troise e Rosario Guadagnuolo. A 8 anni è stato condannato Francesco Barattolo, così come Gennaro Limatola, mentre 10 anni e 8 mesi per Mariano Bonavolta, 10 anni per Luigi Bonavolta, Luigi Gitano, Salvatore Novellino, Vincenzo Santaniello e Antonio Scognamiglio.

Episodio che inasprì ulteriormente la faida un litigio tra donne legate ai due clan nel 2015. La reazione dei Mazzarella fu un raid a colpi di mazza da baseball in un negozio di telefonia di un parente dei Rinaldi.

 

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