venerdì, Maggio 20, 2022
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Clan Giannelli: il neo pentito De Falco svela il patto con il rione Traiano

L’ex killer ricostruisce gli accordi per le forniture delle piazze di spaccio di Cavalleggeri: «Ero io ad andare alla 44 e alla 99». I Cutolo e i Sorianiello adesso rischiano

di Luigi Nicolosi

Alessandro De Falco e le sue due vite da malavitoso pronto alla conquista di Napoli Ovest. L’ultima gola profonda della camorra di Bagnoli e Cavalleggeri d’Aosta è recentemente balzato alla ribalta della cronaca nera per i suoi trascorsi da killer in forza al clan D’Ausilio, ma il neo pentito “vanta” in realtà anche una lunga militanza nell’agguerrito gruppo Giannelli. Ed è proprio in ordine a quest’ultimo fronte criminale che il collaboratore di giustizia sta fornendo alcune importanti e soprattutto inedite delucidazioni: a partire dai canali per l’approvvigionamento della droga. Sul punto, De Falco ha infatti rivelato l’esistenza di un consolidato rapporto “di lavoro” con alcuni dei principali clan del rione Traiano, in particolare con i Cutolo e con i Sorianiello.

È il 13 aprile scorso quando Alessandro De Falco, da poco lanciatosi tra le braccia dello Stato, mette a verbale una lunga e circostanziata deposizione. Il pentito inizia la ricostruzione dal proprio ruolo allo del gruppo Giannelli, il primo clan al quale è stato affiliato: «Sono entrato – ha spiegato – nel gruppo di Alessandro Giannelli nell’agosto 2015, quando lui si era messo in proprio… dopo essere stato affiliato al clan di Domenico D’Ausilio; con Giannelli mi occupavo sia delle estorsioni, che andavo a fare da solo, come vi ho già detto in precedenza, e per un periodo di tempo insieme a Roberto Pinto mi occupavo della piazza di spaccio di Cavalleggeri, ed ero io che rifornivo la piazza di spaccio».

Un ruolo verticistico, in ragione del quale Alessandro De Falco sarebbe a più riprese entrato in contatto con la mala del rione Traiano, ormai da alcuni anni indiscussa regina dello smercio di droga nel comune di Napoli, ma anche nell’hinterland: «Quando dovevamo approvvigiornarci di erba andavo alla 44 e quando si trattava di cocaina alla 99». Un chiaro riferimento alle famiglie Cutolo e Sorianiello, egemoni in quelle due zone del quartiere Soccavo. De Falco ha poi aggiunto un’ulteriore circostanza: «Con noi a occuparsi delle piazze di spaccio c’era anche Maurizio Bitonto», fratello del più noto Luigi “provolino”, volto storico della mala di Bagnoli e attualmente a piede libero. I verbali redatti con le dichiarazioni rese da De Falco presentano ancora ampie zone omissate, segno che le sue rivelazioni, in caso di ulteriori riscontri indiziari, potrebbero avere presto un nuovo effetti dirompente, sotto il profilo giudiziario, per gli equilibri criminali della periferia occidentale di Napoli.

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