Il boss Paolo Di Lauro al momento dell'arresto
Il boss Paolo Di Lauro al momento dell'arresto

La Squadra Mobile della Questura di Napoli, con uomini del Servizio Centrale Operativo e militari del Gico della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito 14 misure cautelari in carcere (per un indagato concesso il beneficio dei domiciliari) emesse dal gip partenopeo per associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, favoreggiamento ed estorsioni.

Paolo Di Lauro
Paolo Di Lauro in una foto del 2014

L’indagine abbraccia un periodo che va dal 2012 al 2014. I provvedimenti sono il frutto di una integrazione di indagine dopo l’annullamento di una precedente misura eseguita il 6 giugno 2017 nei confronti di 27 indagati. Accertate le responsabilita’ di capi, promotori e affiliati del clan Di Lauro e del gruppo Vanella Grassi, attivi nei quartieri Nord di Napoli di Secondigliano e Scampia, ricostruendo gli interessi criminali e soprattutto il vasto traffico di sostanze stupefacenti, per lo piu’ hashish e cocaina, che coinvolge il vertice delle ‘famiglie’ in affari tra loro e con altre cosche tra cui, in particolare, i Marfella-Pesce del quartiere di Pianura.

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Mandato di arresto anche per il figlio del boss Paolo, Salvatore Di Lauro, 29 anni, detto ‘terremoto’. Individuato anche un ampio giro di furti di auto e conseguenti estorsioni attraverso la tecnica del ‘cavallo di ritorno’. Le indagini hanno censito l’operativita’ dei clan a partire dal 2012, epoca in cui, dopo la definitiva scissione dai Di Lauro, avvenuta nel 2007, il gruppo della Vanella Grassi si e’ affermato sempre piu’ sul territorio, stringendo alleanze con i Marino e Leonardi e dando vita allo scontro armato con gli Abete-Abbinante-Notturno noto come terza faida di Scampia.

Salvatore Di Lauro, il figlio del boss Ciruzzo 'o milionario
Salvatore Di Lauro, il figlio del boss Ciruzzo ‘o milionario

Di questa faida e’ parte il tentativo di omicidio ai danni di Giovanni Esposito detto ‘o muort e di Claudio Auricchio, appuntato scelto della Guardia di Finanza, allora in forza al Gruppo Pronto Impiego di Napoli, attualmente sospeso dal servizio. Auricchio, oltre a figurare tra le persone piu’ vicine al boss Antonio Mennetta, capo della Vanella arrestato il 4 gennaio 2013, durante il suo periodo di latitanza, e’ coinvolto in prima persona proprio nel traffico di sostanze stupefacenti gestito dall’organizzazione, e ha tenuto, tra l’altro, diretti rapporti anche con figure apicali dei Di Lauro.