martedì, Novembre 29, 2022
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Clan D’Ausilio: svelato il patto a cinque per far fuori il cartello Nappi-Bitonto di Napoli Ovest

Ricostruita la nuova rete di alleanze messa in piedi dal rampollo Felice: i dai pizzini emerge l’accordo con i Ciccarelli, i Mallardo, i Lubrano e Lago

di Luigi Nicolosi

Stringere nuove alleanze per sopravvivere alle stangate giudiziarie e contrastare la nuova egemonia del cartello camorristico Nappi-Bitonto su Napoli Ovest. Il clan D’Ausilio capeggiato dai fratelli Felice e Antonio, messo alle corde dagli arresti dei vecchi capizona, aveva deciso di tornare in auge e per questo motivo aveva siglato alcuni clamorosi accordi che non sono però passati inosservati agli occhi di investigatori e inquirenti. A spiccare è soprattutto l’inedito asse con i Ciccarelli di Qualiano e Villaricca, con i Mallardo di Giugliano e con i Lago di Pianura.

Una triangolazione da brividi, che emerge a chiare lettere dall’ordinanza di custodia cautelare che poche settimane fa ha disarticolato ancora una volta la cupola della storica cosca con base a Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli: «Con il ritorno di Felice D’Ausilio – scrivono i pm – sebbene in clandestinità visto il suo stato di latitante, si assisteva a un riassetto del clan anche attraverso la ricerca di accordi con altri cartelli criminali, al fine di rafforzarsi per contrapporsi adeguatamente al gruppo Nappi e Bitonto». Sul punto, ecco come sarebbe stata strutturata la nuova rete di alleanza di mala: «Si registravano approcci con il gruppo facente capo a Giovanni Ciccarelli, capo indiscusso di Villaricca e Qualiano, il quale metteva a disposizione dei D’Ausilio l’indagato Biagio Ciccarelli». 

Il ras di Bagnoli si sarebbero però spinti anche ben oltre: «Si documentava inoltre l’amicizia con i Mallardo di Giugliano, quella con l’Alleanza di Secondigliano e quella con i Lubrano di Marano, e per ultimo l’alleanza con pregiudicati del quartiere Pianura facenti capo ad Antonio Lago». Sul punto gli inquirenti della Dda di Napoli hanno raccolto una consistentissima mole di intercettazioni telefoniche e ambientali, tale da poter documentare ogni singolo passaggio di quanto stava avvenendo in quel periodo tra Cavalleggeri e l’hinterland flegreo. Il 12 novembre 2016 da capolino la prima schiacciante registrazione. Stefano D’Alterio, in un colloqui con la nipote Concetta D’Alterio, apprendeva tramite un pizzino ricevuto dal latitante Felice D’Ausilio, che quest’ultimo era interessato ad acquisire notizie sul clan Ciccarelli di Qualiano. D’Ausilio, stando a quanto riportato in ordinanza, chiedeva tra le altre cose di informarsi se tale Vincenzo, cognato di Agostino “bombolone” (Agostino Ciccarelli), fosse libero e se poteva fidarsi dei «ragazzi di Qualiano». 

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