Nei prossimi giorni gli altri interrogatori.

Si è difeso a spada tratta Alfonso Cesarano, interrogato ieri dal gip Giovanna Cervo durante l’interrogatorio di garanzia: “Non sono un camorrista”. Lui, accusato di rapporti con il clan D’Alessandro, grazie al quale, secondo gli inquirenti (e i pentiti), sarebbe riuscito a ottenere il monopolio dei servizi funebri a Castellammare di Stabia, è l’unico tra i suoi parenti arrestati, a trovarsi dietro in carcere.

Saturno Cesarano, Giulio Cesarano, Catello Cesarano e Michele Cioffi, invece, sono agli arresti domiciliari. Loro saranno ascoltati nei prossimi giorni.