Lina Lucci

Stamane l’avvio del dibattimento per la presunta appropriazione indebita contestata all’ex leader regionale. Con lei a giudizio anche Carmen Costagliola e Salvatore Denza. I veleni dello «spionaggio fai da te».

Entra nel vivo il processo che a Napoli vede coinvolti Lina Lucci, già Segretario Generale della CISL Campania, Carmen Costagliola e Salvatore Denza, rispettivamente segretario amministrativo e responsabile della contabilità della USR Cisl Campania all’epoca dei fatti. L’udienza è fissata per domani, presso il Tribunale di Napoli, aula 716, alla presenza del Giudice Alessandra Lotti.

Lina Lucci è chiamata a rispondere di una presunta appropriazione indebita per un importo di circa 77mila euro, sulla base di un dossier presentato alla Procura della Repubblica nel dicembre 2016 dal dirigente nazionale CISL Piero Ragazzini, indicato pochi giorni prima dalla segretaria nazionale Annamaria Furlan quale commissario della Cisl della Campania, in sostituzione proprio della Lucci. Il dossier di accusa era stato approntato da Salvatore Denza, responsabile amministrativo della cassa della Cisl Campania che, all’esito delle indagini, è stato rinviato a giudizio su proposta del PM Giuseppe Cimmarotta ed è ora chiamato a rispondere di una presunta appropriazione indebita per un importo di 177 mila euro. Carmen Costagliola, segretario con delega amministrativa all’epoca dei fatti contestati, dovrà invece rispondere, insieme alla Lucci, di un presunto falso smarrimento di documentazione contabile.

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Una vicenda che ha fatto molto scalpore nei mesi scorsi, condita da una presunta attività di «spionaggio fai da te» messa in campo da Denza in ambienti sindacali, che ha generato un notevole imbarazzo nel sindacato bianco, già al centro della cronaca nazionale per gli stipendi gonfiati dei dirigenti nazionali dei vertici apicali per importi di gran lunga superiori a quelli ammessi dal regolamento. Una vicenda, quella dei maxi-stipendi di cui si occupò la compianta Nadia Toffa, che ha visto coinvolti la stessa Annamaria Furlan e Piero Ragazzini, quest’ultimo da pochi giorni alla guida dei pensionati della CISL.

In tutti questi anni la Lucci non ha mai smesso di difendersi con grinta e determinazione, di gridare al complotto, rigettando con fermezza tutte le accuse, ritenute risibili oltre che infondate e presumibilmente figlie di denunce che lei stessa aveva fatto nei confronti di altri dirigenti sindacali con un patrimonio incompatibile con la retribuzione di un sindacalista.

La prima udienza, già fissata agli inizi di novembre dello scorso anno, è stata caratterizzata da difetti di notifica e dall’assenza di Piero Ragazzini, il dirigente che ha portato in procura il dossier di Denza, atteso proprio nell’udienza di domani su convocazione della procura.