Lina Lucci

Il sindacato regionale ha deciso di far uscire dal procedimento Salvatore Denza e di lasciare a giudizio l’ex leader campano. Evocata l’ipotesi del complotto

Colpo di scena nel corso della seconda udienza del processo che a Napoli vede coinvolti Lina Lucci, già Segretario Generale della CISL Campania, Carmen Costagliola e Salvatore Denza, rispettivamente segretario amministrativo e responsabile della contabilità della USR Cisl Campania, all’epoca dei fatti. Lina Lucci è chiamata a rispondere di una presunta appropriazione indebita, nel periodo di riferimento 2012-2016, per un importo di circa 77 mila euro, sulla base di un dossier presentato alla Procura della Repubblica nel dicembre 2016 dal dirigente nazionale CISL Piero Ragazzini, indicato pochi giorni prima dalla Furlan quale commissario della USR Cisl della Campania, in sostituzione della Lucci.

Il dossier di accusa era stato approntato proprio da Salvatore Denza, responsabile amministrativo della cassa della Cisl Campania che, all’esito delle indagini, è stato rinviato a giudizio su proposta del PM Giuseppe Cimmarotta ed è ora chiamato a rispondere di una presunta appropriazione indebita per un importo di 172 mila euro. Carmen Costagliola, segretario con delega amministrativa all’epoca dei fatti contestati, dovrà invece rispondere, insieme alla Lucci, di un presunto falso smarrimento di documentazione contabile, ancora derivante dal dossier del Denza.

ad

I dirigenti della CISL, convocati per la seconda volta dal giudice, ancora una volta non si sono presentati. Ragazzini, il principale teste indicato dalla procura ma dalla stessa difesa della Lucci, ha giustificato la propria assenza esibendo una convocazione di Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell’Economia, per discutere di pensioni. Una singolare coincidenza emersa nel corso delle dichiarazioni rese dalla Lucci: Baretta era un ex segretario generale aggiunto della CISL…

Ma la cosa veramente singolare è che la USR Campania ha depositato al Giudice un documento secondo cui «intende non perseguire nel procedimento penale la volontà punitiva a carico di Salvatore Denza». Viceversa, dichiara di confermare la volontà di costituirsi parte civile nei confronti della Lucci. Ma non è tutto. La difesa della CISL ha chiesto al Giudice di estromettere moltissimi testi indicati dalla difesa della Lucci, dalla Furlan alle altre figure apicali della CISL, fino a chiedere di escludere alcuni dirigenti locali della Cisl Campania, collaboratori, delegati e persino un giornalista, Antonino Pane. Ma il Giudice ha prontamente respinto tale richiesta riconfermando tutti i testi per come indicati dalla difesa. Alla prossima udienza fissata presso la procura di Napoli per il 18 giugno alle ore 11, insieme al Piero Ragazzini sono stati convocati anche Annamaria Furlan, Raffaele Bonanni, Gianpiero Tipaldi ed un funzionario della Disgos.

Alla Lucci il Giudice Sandra Lotti ha consentito di rendere dichiarazioni spontanee. La Lucci ha introdotto l’argomento parlando di una “violenza inaccettabile” nei propri confronti che ha fortemente danneggiato la proprie condizione lavorative e di salute. Ha dunque stigmatizzato l’asimmetrico comportamento della USR CISL Cisl Campania, facendo esplicito riferimento ad un comportamento «altamente simbolico e significativo per l’intero processo», rappresentando che la continua assenza dei dirigenti Cisl alle udienze, regolarmente convocati, impedisce di fatto il regolare svolgimento di un processo che vuole a tutti i costi.

Lucci ha fatto rilevare al Giudice che Salvatore Denza è stato l’autore del dossier che la accusa di una presunta appropriazione indebita, dopo aver messo in campo – per lungo tempo – un’attività di videoriprese abusive negli ambienti di lavoro frequentate da lei stessa in qualità di segretario generale, in aperta violazione con le vigenti norme sulla privacy, dando vita ad un “comportamento biasimevole” come definito dal PM Paolo Orazio Onorati presso il Tribunale di Napoli. Ma ha anche evidenziato che, all’esito delle indagini condotte dal PM Cimmarotta, anche alla luce della corposa relazione tecnica del dr Achille Coppola, consulente tecnico del PM, il Denza è stato chiamato a rispondere di una presunta appropriazione indebita di circa 172 mila euro; il tutto relativo ad attività formative ed ispettive.

La Lucci ha rappresentato di essere chiamata a rispondere di una presunta appropriazione indebita (che ovviamente ha respinto con fermezza) per un importo appena superiore ad un terzo di quello contestato dal PM, nello stesso periodo di riferimento, al Denza e la CISL – in maniera apparentemente incomprensibile – ha ritenuto di privare il processo di un legittimo confronto con i testi chiamati dal Pubblico Ministero anche sulle contestazioni mosse al Denza, tirando fuori il Denza dal processo sul presupposto che il reato è procedibile a querela di parte. Ed infatti Doriana Bonavita, attuale segretario generale della CISL Campania, ha depositato, per il tramite del suo legale, la dichiarazione secondo cui la USR Cisl Campania «intende non perseguire nel procedimento penale la volontà punitiva a carico di Salvatore Denza», dichiarando al contempo «di confermare la volontà di costituirsi parte civile nei confronti della Lucci».

Un comportamento della CISL che – secondo quanto ribadito dalla Lucci – assume un valore altamente simbolico e significativo per questo processo, rappresentando la palese manifestazione di un complotto ai danni della accusata, volto a mitigare, se non ad annullare, un’azione avviata dalla stessa per denunciare comportamenti ritenuti illegittimi, se non illeciti, all’interno del sindacato. Concetti che la Lucci ha asserito di aver chiaramente espresso al PM con riserva di documentarli opportunamente anche in giudizio.
Ma la Lucci ha anche fatto osservare osservare al Giudice Sandra Lotti che la dichiarazione resa dall’attuale segretaria generale della USR Campania – a suo avviso – è illegittima; i soldi non sono i suoi ma della Cisl, che vive dei contributi dei suoi iscritti, ha dichiarato la Lucci. Un atto emesso in assenza di una formale preventiva autorizzazione da parte dei due organismi collegiali previsti dallo statuto: il comitato esecutivo e consiglio generale, della Cisl Campania. La Bonavita dovrà spiegare ai lavoratori ed agli iscritti della Cisl, ha dichiarato la Lucci, il motivo per cui intende rinunciare all’azione civile del Denza. Infine la Lucci ha confermato di non aver mai autorizzato le attività esterne al sindacato, di formazione ed ispettive, i cui introiti sono stati contestati dal PM a titolo di appropriazione indebita al Denza.

2 Commenti

  1. […] stylo24.it possiamo rendere conto ai nostri lettori di quel che succede davanti al giudice di Napoli che processa per i fatti della Cisl Campania tre persone. La più famosa dei tre è Lina Lucci, per anni ex segretario generale fino al commissariamento […]

Comments are closed.