Ciro Verdoliva

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“La mia coscienza è forte e serena. Il procedimento andrà avanti a lungo e sono sicuro che il tempo darà ragione a quello che la mia coscienza ha dentro”. Lo ha detto Ciro Verdoliva, commissario straordinario dell’Asl Napoli 1 commentando la chiusura delle indagini sui rapporti tra le pubbliche amministrazioni e l’imprenditore Alfredo Romeo che lo vede tra i 56 indagati.

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“Ieri sera – ha detto Verdoliva in una conferenza stampa per fare il punto sulla sanità napoletana – ho avuto la notizia dal mio avvocato della chiusura del procedimento indagini. Su 56 indagati pare ci sia solo Verdoliva e leggere i giornali, ma ripeto, mi sento con la coscienza serena”.

I sostituti procuratori di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano hanno chiuso le indagini sul cosiddetto “Sistema Romeo” negli appalti pubblici: sono, appunto, 56 gli avvisi conclusione indagine fatti pervenire all’imprenditore, al figlio Diego e diversi manager tra i quali lo stesso neo commissario straordinario della Asl Napoli 1 Centro.

 

Le accuse, come riporta un articolo del ‘Mattino’ a firma del collega Leandro Del Gaudio, vanno dalla gestione dell’appalto per la pulizia del Cardarelli vinto da una ditta del gruppo Alfredo Romeo, ad accordi opachi, a metà strada tra presunte corruzioni e lobbismo sfrenato. Rischia il processo anche l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro, per il quale è caduta l’accusa di corruzione, ma resta quella dell’ipotesi di traffico di influenze. Secondo gli inquirenti, infatti, sarebbe intervenuto presso Natale Lo Castro (direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Federico II di Napoli) in cambio di “un finanziamento di dieci borse di studio destinate a un centro studi che lo stesso Caldoro aveva intenzione di fondare”. E si sarebbe fatto promettere “l’instaurazione di un rapporto di collaborazione tra la romeo gestioni spa e la Lavin lavanderie industriali, amministrata dal cognato”. Per lo stesso Caldoro “nulla di nuovo”. Anzi, “la notizia positiva è che la Procura ha escluso la configurabilità della corruzione”. “Dimostreremo, mediante la documentazione in nostro possesso, che non vi è stato nulla di penalmente rilevante”.

Secondo la Cassazione, inoltre, nell’indagine Consip, come scrive Il Fatto Quotidiano, i carabinieri (il riferimento e’ al maggiore Scafarto, ora assessore a Castellammare di Stabia, ndr) svolsero il proprio lavoro “con imbarazzante approssimazione”. La considerazione riguarda l’attribuzione di una frase su un incontro avvenuto con Tiziano Renzi (padre dell’ex premier Matteo) all’imprenditore Alfredo Romeo e non all’ex parlamentare Italo Bocchino. Il passaggio nelle motivazioni della sentenza con la quale la Quinta Sezione Penale ha rigettato il ricorso della Procura contro la decisione di annullare l’interdizione di Scafarto.

Vicenda appalti, lady Asl a processo

Loredana Di Vico e Vincenzo Dell’Accio affronteranno il processo per turbativa d’asta per gli appalti sbloccati dall’Asl Napoli 1 e dall’ospedale Sant’Anna e Samn Sebastiano di Caserta. A giudizio anche l’ex direttore amministrativo dell’ospedale di Caserta, Domenico Ovaiolo.

 

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