venerdì, Settembre 30, 2022
HomeLa storia della camorra«Ciro Mazzarella e Vincenzo Casillo mi chiesero di passare con i cutoliani»

«Ciro Mazzarella e Vincenzo Casillo mi chiesero di passare con i cutoliani»

LA STORIA DELLA CAMORRA Il racconto dell’ex padrino Carmine Alfieri: io non accettai e dissi tutto ai Nuvoletta e a 2 esponenti di Cosa nostra

«Durante il periodo dei primi anni Ottanta, eravamo nel 1981, se ben ricordo, partecipai a un riunione con Vincenzo Casillo (alter ego di Raffaele Cutolo, ndr) e Ciro Mazzarella (alias ’o scellone, nipote di Michele Zaza, ndr)». E’ quanto afferma il collaboratore di giustizia, Carmine Alfieri, nel corso dell’udienza del 25 luglio 1996 del Maxiprocesso quater, imbastito contro Cosa nostra. «Durante questa riunione – spiega Alfieri, in aula – mi fu detto da Ciro Mazzarella, che lui si era allontanato dallo zio Michele Zaza, per il fatto che, come i Nuvoletta, anche Zaza era legato ai Corleonesi. E di contro, ’o scellone si era avvicinato ai cutoliani».

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«Perché il rapporto tra Corleonesi e gruppi napoletani non era visto di buon occhio?», viene chiesto al pentito. «Sia Mazzarella che Casillo, ribadisco, mi dissero che Zaza e i Nuvoletta erano legati ai mafiosi siciliani, che in Campania cercavano solo di far nascere proprie ‘colonie’, ma non stava loro a cuore il nostro territorio», risponde Alfieri. Che aggiunge: «Mi chiesero, dunque, di unirmi a loro, e quindi, tecnicamente, mi fu domandato di passare dalla parte dei cutoliani, cosa che non accettai. Dissi che non volevo stare dalla parte di nessuno. La mia risposta dispiacque non poco a Mazzarella e a Casillo». «Siccome io, all’epoca ero sotto la protezione dei Nuvoletta, concluso l’incontro, andai a Marano e dissi cosa mi fosse capitato. Riferii le cose che mi avevano detto Mazzarella e Casillo, tipo che i siciliani sfruttavano solamente i napoletani», racconta il pentito. «Qualche giorno dopo, Lorenzo Nuvoletta mi mandò a chiamare, perché avrei dovuto raccontare anche a due mafiosi siciliani, che si trovavano a Poggio Vallesana, il resoconto dell’incontro con Mazzarella e Casillo. Cosa che feci, spiegando come fossero andati i fatti, a un certo zi’ Bernardo, e a un’altra persona di cui non ricordo il nome, ma so che fosse di Mazzara del Vallo», dichiara ancora il pentito.

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