L’«inferno» dei pendolari vesuviani

di Giancarlo Tommasone

L’ultimo episodio in ordine di tempo, si è registrato questa mattina sul treno partito da Sorrento alle 6. Il convoglio della Circumvesuviana diretto a Napoli, è rimasto bloccato per circa quindici minuti a Barra a causa di un allarme incendio, poi rientrato. Che siano fiamme, oppure acqua che invade i vagoni o che trasforma i tratti su ferro, in prossimità delle banchine, in vere e proprie vasche, le criticità per i pendolari, non hanno soluzione di continuità. Nella giornata di ieri, i viaggiatori provenienti da Baiano e diretti a Piazza Garibaldi, hanno dovuto effettuare l’ennesima performance a piedi. La causa del «pellegrinaggio» forzato verso la meta, è da imputare al surriscaldamento delle resistenze, che ha fatto temere a macchinisti e capotreno l’imminente sprigionarsi di fiamme. Risultato? Tutti giù dal treno per compiere il percorso che separava le carrozze dalla stazione. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente di EaV, Umberto De Gregorio, che attraverso una nota, ha dichiarato: «I viaggiatori non hanno manifestato particolare agitazione e hanno attraversato i binari a circolazione ferma, quindi in sicurezza».

Ma, non è proprio così. Agitazione, improperi, maledizioni verso Ente autonomo Volturno e bestemmie sono stati colti copiosi mentre l’assembramento di pendolari sconfitti si muoveva per raggiungere Piazza Garibaldi. Quello degli incendi e del conseguente svuotamento dei treni con i viaggiatori costretti a raggiungere a piedi le stazioni è un fenomeno che si ripete sovente su quella che è considerata la seconda peggiore ferrovia d’Italia (100mila pendolari in media ogni giorno). Il primato spetta alla Roma-Lido. Senza andare troppo lontano nel tempo, ci si può imbattere in due episodi avvenuti circa quattro mesi fa. Il primo, il tre giugno scorso, all’altezza della stazione di Ottaviano. Un nuvolone di fumo nero si sprigiona dalla coda  del convoglio, con i passeggeri che, terrorizzati, raggiungono l’uscita e scappano sui binari, temendo una esplosione. Il secondo (il 27 giugno), presso la stazione di Terzigno, con un principio di incendio, che ha portato panico, caos e a disagi per la circolazione sulla tratta interessata. Tutto è tornato alla «normalità» dopo dieci ore dai fatti. C’è pure da registrare il caso del treno deragliato: è avvenuto il 2 luglio scorso, poco dopo la stazione di Baiano da cui era partito. Per fortuna, non si sono registrati feriti. Altro must che affligge i viaggiatori è rappresentato dall’incendio di sterpaglie lungo la linea ferroviaria. D’estate, gli episodi non si contano più. Anche in questo caso si assiste alla solita scena: treno fermo, panico, caos tra i pendolari, momento opportuno per scendere dal convoglio in sicurezza, e ritardi biblici sulla linea. E poi ci sono gli scioperi; tra i più recenti, quello che ha fatto registrare particolari disagi, è avvenuto lo scorso settembre, quando complice l’informazione (da parte dell’azienda verso i pendolari) ridotta all’osso, l’astensione di 61 addetti di EaV (su un totale di 2.365 in forza all’Ente autonomo Volturno) ha bloccato quasi totalmente le linee della Circumvesuviana, lasciando appiedati migliaia di viaggiatori. I ritardi sono quotidiani e atavici, se n’è perso il conto (20 minuti, in media, se è una buona giornata).

La pagina Facebook dedicata
all’universo Circumvesuviana

E quando non ci si mettono i principi di incendio si deve fare i conti con la pioggia, che invade i vagoni. La gente, in alcuni casi è stata costretta a viaggiare con l’ombrello aperto. Un vastissimo campionario dell’universo Circum è mostrato sulla pagina Facebook «Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti» (oltre 49.700 like). Una fonte ironica e intelligente che informa sui disagi che si trova ad affrontare il pendolare della ferrovia in questione. Qui è documentata anche la mancanza di civiltà da parte di alcuni viaggiatori, perché ci sarà pure la questione dei principi di incendio, dei ritardi, dei convogli obsoleti, e della pioggia che li invade; ci sarà anche la denunciata insufficienza di controllori a bordo, ma sul treno, c’è pure chi ha portato un frigorifero. E questo tipo di comportamento può essere accompagnato soltanto da un aggettivo: incivile.