centro aerospaziale cira capua
La sede del Cira

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di Giancarlo Tommasone

Continua a vivere un  periodo turbolento il Cira di Capua, che tra l’altro, lo scorso autunno è finito sotto la lente della Corte dei Conti. Nelle scorse ore il presidente del Centro italiano di ricerche aerospaziali, Paolo Annunziato, ha prodotto e diffuso un ordine di servizio (il numero 1/2019), attraverso il quale ha dato notizia delle dimissioni presentate dal direttore generale della società, Pierluigi Pirrelli.

Il valzer
di nomine,
di dimissioni
e di avvicendamenti
al Centro italiano
ricerche aerospaziali

Il suo incarico verrà ricoperto da Massimo Cavaliere, che ad interim, manterrà il ruolo di responsabile dell’unità operativa «Valorizzazione degli asset e promozione commerciale» e assumerà quello dell’unità «Grandi impianti di prova ed infrastrutture». «Il presente atto – conclude lo scritto a firma di Annunziata – sarà sottoposto a ratifica nella prima seduta utile del Consiglio di amministrazione».

Il destino del Cira
legato ai cambiamenti che si registrano
presso l’Agenzia spaziale italiana

Il Cira, dunque, perde un altro pezzo, e il valzer dei vertici sembra vivere un destino strettamente legato all’Agenzia spaziale italiana, dove a inizio novembre scorso si è registrato l’allontanamento di Roberto Battiston.

Questi, nominato da Gentiloni, è stato sfiduciato dal Governo giallo-verde. Il termine per presentare le candidature per individuare il nuovo vertice di Asi è scaduto lo scorso 29 gennaio, e come riportato da «Il Fatto Quotidiano», il nome di Battiston sarebbe finito tra quelli di una quarantina di papabili.

Roberto Battiston avrebbe riproposto
la propria candidatura alla guida dell’Asi

Relativamente alla circostanza, lo stesso ex presidente Asi è stato ascoltato dalla testata diretta da Marco Travaglio e ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: «Non confermo, non smentisco, non commento. Sono indiscrezioni, io sono uno scienziato e mi baso su fatti concreti».

Per scegliere il nuovo presidente Asi
c’è tempo fino al 19 marzo

Dopo la scrematura effettuata dal comitato di selezione, sulla scrivania del ministro Marco Bussetti, titolare del Miur (a cui fa capo appunto Asi) arriverà la lista della cinquina ufficiale, e bisognerà scegliere il successore di Battiston, entro il prossimo 19 marzo. Ma tornando al Cira, negli ultimi anni abbiamo assistito a un valzer sostanzioso di nomine, di dimissioni e di avvicendamenti. Partiamo dal dimissionario dg Pirrelli (stipendio da 240mila euro l’anno), scelto proprio da Battiston.

La selezione a cui ha partecipato lo avrebbe visto come unico candidato. Sfiduciato due volte dal Cda, ha resistito anche perché fino allo scorso novembre ha potuto contare sulla «difesa» dell’ex presidente Asi. Prima di Pirrelli, il ruolo di direttore generale del Cira era stato ricoperto dal già citato Massimo Cavaliere, ma il suo incarico è durato appena un paio di mesi.

Era subentrato a Mario Cosmo, «scaricato» a marzo del 2017. Occupiamoci adesso della girandola di presidenti del Centro di Capua. Partiamo da Luigi Carrino. Era stato scelto nel 2015, proprio da Roberto Battiston; allontanato dal Cira nel 2016, risulta essere stato coinvolto in un caso di presunte irregolarità gestionali, vicenda denunciata dagli organi di controllo. Claudio Rovai, invece, ha presentato le dimissioni alla fine del 2017. Avrebbe lasciato, ufficialmente, per motivi personali, anche se fonti sindacali, farebbero risalire la causa dell’addio a uno scontro con Battiston avvenuto su una due diligence (si tratta di un’attività svolta al fine di raccogliere e verificare informazioni di natura fiscale, patrimoniale, gestionale ed economica di un’azienda).

Il presidente del Cira in carica è Paolo Annunziato

Arriviamo dunque al presidente in carica (designato a febbraio del 2018), Paolo Annunziato, anche lui scelto da Roberto Battiston. A questo punto, visto che in un modo o nell’altro sia i dg che i presidenti indicati dall’ex vertice di Asi si sono dimessi o sono stati allontanati, risulta abbastanza singolare il fatto che, secondo la nuova organizzazione, determinata (anche) dai cambi a cui abbiamo assistito per l’Agenzia spaziale italiana, Annunziato sia ancora al suo posto. C’è da chiedersi: per quanto ancora?

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