giovedì, Agosto 11, 2022
HomeNotizie di CronacaCimmino jr si pente: tremano gli ultimi "colonnelli" della mala del Vomero

Cimmino jr si pente: tremano gli ultimi “colonnelli” della mala del Vomero

La storica cosca con base a salita Arenella è al capolinea: nel mirino dei pm gli ultimi sei anni di reggenza. Poche settimane fa anche il padre boss ha iniziato a collaborare

L’ultima super cosca della zona collinare di Napoli ai titoli di coda. Dopo il recente, clamoroso pentimento del boss Luigi Cimmino è adesso il turno del figlio Franco Diego. Una decisione, quella del rampollo, arrivata come tegola proprio mentre il processo di primo grado che vede il clan alla sbarra sta muovendo i primi passi. Il 35enne, come anticipato ieri dal quotidiano “Roma”, ha già reso alcuni interrogatori, nel corso dei quali ha manifestato agli inquirenti della Dda la propria volontà di chiudere con i propri trascorsi di camorristi, al fine di assicurare un futuro migliore ai propri figli.

Le rivelazioni di Cimmino junior restano al momento ancora secretate, ma con molta probabilità il giovane ras sarà chiamato a fare luce su quanto avvenuto negli ultimi sei anni. Dal 2016, infatti, Franco Diego sarebbe stato l’anello di congiunzione tra il padre boss, all’epoca detenuto, e gli affiliati alla cosca. A rischiare grosso sono dunque soprattutto i fedelissimi ancora a piede libero: gente che avrebbe aiutato la storica cosca di salita Arenella a imporsi nell’ambito del racket. Nel mirino del clan Cimmino, come emerso anche dall’inchiesta che ha portato all’ultimo arresto di Luigi e del figlio, c’erano soprattutto gli appalti ospedalieri, oltre ovviamente a decine di attività commerciali dislocate in tutta l’area collinare del capoluogo.

Sul punto, appena un mese fa, proprio l’ormai ex ras Cimmino senior ha reso una lunga e circostanziata deposizione. il 16 maggio scorso Luigi Cimmino ha rivelato agli inquirenti della Dda di Napoli il funzionamento dell’imposizione del pizzo nei due quartieri sotto il monopolio del clan, un affare nel quale i Cimmino non avevano rivali. Stando a quanto riferito dal neo collaboratore di giustizia e ferma restando la presunzione di innocenza per tutti i soggetti citati, nel mirino della cosca sarebbero finiti anche i supermarket della zona: «A proposito di Alessandro Desio – ha messo a verbale Cimmino – devo riferire che la stessa operazione estorsiva condotta con riferimento al supermercato di Giampietro Farace di via Pitloo, era stata compiuta da Desio per un supermercato, sempre gestito dallo stesso Farace, a salita Arenella, cioè nei pressi della mia abitazione».

Luigi Cimmino ha quindi aggiunto: «Desio conosceva questo Farace e me lo presentò all’epoca in cui richiese a questo Farace, se ricordo bene, la somma di 10.000 euro a titolo estorsivo per il supermercato all’Arenella». La questione non sarebbe però finita qui, anzi: «Sandro Desio – ha aggiunto Luigi Cimmino – sbrigò tutto lui e venne da me a cose fatte, poi mi presentò questo Farace, al quale io chiesi di darmi anche dei posti di lavoro presso il supermercato dell’Arenella, cosa che Farace fece, dandoci tre posti di lavoro, due a me e uno ad Alessandro Desio. Questi posti di lavoro io li diedi uno alla defunta sorella di mia moglie, l’altro a una seconda sorella di mia moglie di nome, non so se ancora lavori lì. Desio diede invece il posto di lavoro alla moglie, che conosco molto bene. La stessa estorsione fatta al supermercato di salita Arenella è stata poi fatta anche al supermercato di via Pitloo». Con il pentimento di Diego Cimmino il vaso di Pandora potrebbe essere stato definitivamente aperto.

Leggi anche...

- Advertisement -