La consigliera regionale Valeria Ciarambino e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio
Valeria Ciarambino e Luigi Di Maio

di Giancarlo Tommasone

Che Valeria Ciarambino sia la «delfina» di Luigi Di Maio, non lo scopriamo oggi. La consigliera regionale del M5S (capogruppo a Palazzo Santa Lucia) è tra i fedelissimi del 33enne di Pomigliano d’Arco, quella che, con la crisi di Governo in atto, ha espresso a chiare lettere un unico e solo concetto: «Luigi deve restare vicepremier». Naturalmente ora che si è dato il via libera al Conte bis e al nuovo Esecutivo, e con il passo indietro di Di Maio, si assiste all’ulteriore ridimensionamento di quest’ultimo.

I giochi per le elezioni
regionali in Campania del 2020

E di riflesso, al cambio di prospettiva per la stessa Ciarambino, che pure ha visto la possibilità concreta di ripresentarsi candidata presidente alle elezioni regionali del 2020. Nonostante le voci difensiviste a oltranza, in casa pentastellata, la verità è una, ed è sotto gli occhi di tutti: Di Maio non può più ritenersi il capo politico del Movimento. E non solo perché in poco più di un anno ha portato il partito dal 33% del 4 marzo 2018, al 17% delle Europee. Ma tornando alla rivoluzione di incarichi con il nuovo Governo, e di ricollocazione, va pure detto, che nel caso in cui, ad esempio, un big non fosse riconfermato in un ruolo chiave, rappresenterebbe il candidato naturale dei grillini per la guida di Palazzo Santa Lucia, a discapito proprio della fedelissima di Di Maio.

Leggi anche / Col Governo giallo-rosso,
De Luca e M5S faranno pace?

Da parte sua, Ciarambino, fino a ieri «fustigatrice dei costumi» deluchiani, ha dato oggi immediati segnali di dietrofront, e stilando il suo post ha dimenticato, di sottolineare un particolare importantissimo: il partito di cui fa parte ha stretto un’alleanza con il Pd, di cui Vincenzo De Luca è prima espressione in Campania, quindi di conseguenza lei è «alleata» del governatore.

Il post pubblicato da Valeria Ciarambino su Facebook

La consigliera non ha perso tempo a scrivere su Facebook:  «E ora torniamo a rimboccarci le maniche. La stragrande maggioranza dei nostri iscritti ha voluto che il M5S restasse al Governo dell’Italia e questa sarà la garanzia perché si lavori per il bene degli italiani e solo per quello».

«Sarà difficile – scrive ancora Ciarambino – dovremo tenere gli occhi ben aperti, senza mai abbassare la guardia. Sappiamo di poter contare su una comunità straordinaria che non ha mai smesso di aver fiducia nel nostro progetto. E che oggi ha dato una delle più belle prove di democrazia nella storia di questo Paese». Naturalmente, quando parla della necessità di tenere gli occhi aperti, Ciarambino si tiene ben lontana da dire, nei confronti di chi. Fosse stato ieri l’altro, il «nemico» da cui guardarsi avrebbe avuto un nome e un cognome: Vincenzo De Luca. Ma, non ci facciamo più caso, poca cosa, dopo i «proverbiali» «mai al Governo con la Lega», «mai con il partito di Bibbiano». Concetti espressi da Luigi Di Maio.

AIUTACI CON UN LIKE A MANTENERE
L’INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

A proposito dei comunicati con cui Ciarambino e il suo staff inondano le agenzie di stampa, rileviamo che rappresentano l’unica cosa più o meno fattiva del Movimento, a livello regionale. Non c’è traccia di una proposta di legge da parte loro, che sia passata. L’abolizione dei vitalizi? Un bluff. Fu attuata da Caldoro. Nulla anche l’azione dei grillini campani sul piano occupazionale. Di contro, Vincenzo De Luca, l’«alleato», ha messo in campo un maxiconcorso da 10mila posti.