Si fa anche strada la doppia titolazione come per il “Meazza – San Siro” di Milano

«Intitolare lo stadio di Fuorigrotta a Diego Armando Maradona può oggi essere un segno di richiamo ai valori fondanti lo sport, facendo riferimento a uno dei suoi più grandi rappresentanti, e a una passione che dall’ambito puramente sportivo deve diffondersi in tutto il tessuto sociale, politico, economico della nostra terra flegrea, con particolare attenzione ai più bisognosi secondo quella generosità che fu anche del giocatore argentino». Lo scrive la Chiesa di Pozzuoli nel cui territorio diocesano ricade lo stadio San Paolo. L’impianto, inaugurato nel 1959, fu intitolato all’apostolo delle genti su deliberazione del Comune di Napoli firmata dal sindaco G. Fiorentino per ricordare il passaggio di San Paolo in terra flegrea, come ricordato negli Atti degli Apostoli (28,13-14). Nella nota, nel fare menzione della generosità e della disponibilità del campione argentino verso situazioni critiche, non si tralascia il significativo passaggio dell’apostolo Paolo nell’area flegrea. «Ben venga, dunque – si afferma – l’intitolazione a Diego Armando Maradona del principale impianto sportivo della città, se questo aiuterà la crescita umana e sociale della nostra terra purché non si perda la memoria delle nostre radici e ci siano iniziative culturali significative che mettano in evidenza i fondamenti greco-romani e cristiani della storia del nostro territorio. Senza radici profonde dove andiamo?». Da vari settori per esaltare la “natura dell’incontro” di cui si sono fatti portatori sia l’apostolo che il calciatore giunge la proposta di una doppia titolazione: “Maradona- San Paolo” come per lo stadio di Milano, “Meazza – San Siro”.   

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