Le armi delle baby gang

di Giancarlo Tommasone

Secondo quanto confermato a «Stylo24» da fonti investigative «le babygang si fronteggiano in maniera premeditata, organizzandosi anche una settimana prima dello scontro. Più è eclatante l’azione, più prendono punti agli occhi degli avversari». Chiediamo perché scelgano la zona dei «baretti». «Perché, secondo loro, è trendy e poi è sotto i riflettori da un sacco di tempo, niente di meglio per farsi pubblicità». Effettivamente è la visibilità quella che cercano, ne siamo sempre più convinti e poi basta andare sul network più funzionale al loro scopo per averne contezza. Scegliamo la bacheca di uno dei più attivi e sfrontati.

«Lo vedi questo? E’ solo un bel ricordo», scrive su Facebook il ragazzino, avrà al massimo 15 anni. Si riferisce a un temperino utilizzato tempo fa e sostituito ora da un coltello a serramanico. Lo mostra in una foto dove compare accanto a un altro giovanissimo. Alle dita della mano destra quest’ultimo ha infilato un tirapugni sormontato da spuntoni dorati. E’ un’arma micidiale, per acquistare un oggetto del genere bisogna essere in possesso di porto d’armi e loro sono soltanto due ragazzini.

Due mocciosi che si stanno preparando per scendere in strada a fare «macelli notturni» sul Lungomare e nella zona di Chiaia, mete obbligate per il popolo della movida. Sono «piccoli» e armati e quindi ancor più pericolosi.

In un altro scatto postato su Fb, quello che si autoproclama capoclan, impugna due pistole, la «mise» è quella solita, da duro del rione. Immancabile il logo della zona di appartenenza, le fiamme sullo sfondo, le lettere «QS» che stanno per Quartieri Spagnoli.

Il ragazzino con coltello a serramanico e «ferri» e l’altro col tirapugni fanno parte di una delle baby-gang che da mesi si fronteggiano a suon di fendenti e di pistolettate, terrorizzando avventori, residenti e proprietari di locali nella zona dei «baretti». Gruppi che provengono da Montesanto, Quartieri e Forcella e che insieme alla «paranza di Mergellina» stanno dando vita a uno scontro armato folle e senza esclusione di colpi. Capita – come sarebbe avvenuto domenica notte – che dalla periferia di Napoli arrivino comitive armate che raggiungono il centro città con la precisa intenzione di misurarsi con i gruppi autoctoni. Basta poco per innescare lo scontro a fuoco. Le parole sono pretesti per passare immediatamente ai fatti. Nelle scorse ore si sono registrati sei feriti di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Tre ragazzi e tre ragazze, tra questi quattro i giovani raggiunti da proiettili e ricoverati in ospedale.