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di Francesco Monaco.

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Le tracce sono diventate talmente tante da essersi confuse l’una con l’altra. E, forse, l’unica verità in questa storia è che si voleva proprio questo. Quando vuoi nascondere qualcosa a qualcuno confondigli la mente, fagli vedere tante di quelle cose. Tante di quelle carte. Nel nostro caso, tanti di quei cappucci sotto i quali si nasconde la vera identità di Liberato. Stylo24 negli scorsi mesi ha sondato alcune di queste tracce lasciate in giro, per volontà o errore di chi ha creato questo autentico fenomeno mediatico, anche attraverso l’aiuto di un profiler. Di quelli usati dalle forze dell’ordine per rintracciare i latitanti. Un ex uomo dello Stato che ha tracciato un “identikit” con gli indizi a disposizione. Delineando alcuni particolari importanti sul suo modo di essere e, soprattutto, del suo passato.

Roma Liberata il 22 giugno 2019

E chissà che ulteriori indizi non possano venir fuori proprio nei prossimi mesi. Quelli che portano al concerto romano di Liberato. Come lui stesso ha annunciato, infatti, il 2019 vedrà il cantante nella Capitale. E sono già in vendita i biglietti per un evento del quale si conosce solo la data: il 22 giugno. Del luogo neanche a parlarne. Qualcuno vocifera di Villa Ada, considerato il periodo non si esclude un evento all’aperto. Come accaduto per il concerto alla Rotonda Diaz, a Napoli, che la scorsa estate vide presenti 20mila fan in delirio.

il cantante liberato

Un delirio che l’alone di mistero non fa che aumentare. Eppure di tracce, quelle nascoste sotto la sabbia di una organizzazione quasi perfetta, ce ne sono. A cominciare, come rivelato proprio da Stylo24, dalla presenza di Calcutta alla data milanese di Liberato. Cosa ci faceva il cantante indie lì? Un nostro lettore ha avuto la prontezza di scattargli una foto proprio nel momento in cui, abbastanza infastidito, si è allontanato, una volta vistosi riconosciuto, a pochi metri dalla biglietteria del Barrio’s Cafè, locale nella zona Barona dove di lì a poco si sarebbe tenuto il live. A questo punto, forse meglio sarebbe dire “scoperto”, come raccontato dal nostro lettore.

 

Altra ipotesi, vedrebbe Emanuele Cerullo dietro l’identità di Liberato. Il giovane poeta di Scampia, finito al centro della caccia mediatica alla vera identità del cantante, ha alimentato le voci sulla sua presenza sotto quel cappuccio, durante una intervista ai microfoni de ‘La Radiazza’, trasmissione condotta da Gianni Simioli sulle frequenze di Radio Marte. Alla domanda secca: “Sei tu Liberato?”, la sua risposta tutto è stato tranne che categorica nello smentire. Anzi, non ha smentito affatto. “Chi lo ha detto? I giornali?”. E all’incalzare del conduttore, lo scrittore si lasciava andare a un “Facciamo così, vediamoci, vengo da te in trasmissione e ti racconto tutto”. Cerullo, cresciuto in uno dei quartieri più famosi di Napoli, è arrivato al successo con la pubblicazione della sua raccolta di poesie “Il coraggio di essere libero”, a soli 13 anni. E di certo il titolo non allontana dall’idea che il classe 1993 sia l’alter ego di Liberato.

Tre rapper al successo di uno

Ma chi lo ha detto che l’alter ego di Liberato sia uno soltanto? Infatti, tra le ipotesi vagliate da Stylo24 c’è anche quella per cui il rapper non sia uno, ma tre. Una sorta di formazione con tre presenti nei live e uno nei videoclip. Uno di loro potrebbe essere un giovane dj napoletano, che si esibisce spesso in alcuni locali della zona di Bagnoli-Pozzuoli, ovvero Umberto M., coinvolto, secondo quanto ha appreso la nostra redazione, direttamente dal regista dei video di Liberato, Francesco Lettieri, l’unico che sicuramente conosce la verità, in quanto esperto di musica elettronica. E se per ogni teoria deve esserci almeno una traccia, più di un dubbio lo sollecitava, e continua a farlo, il post apparso sul suo profilo Facebook, a due giorni dal concerto di Rotonda Diaz, per promuovere la serata nella quale M. si stava apprestando a suonare: “Stasera al Salotto credo mi ‘accappotto’. Sto tutto accelerato, ma contento e ci vediamo stasera”. E’ lecito chiedersi come mai, il giovane appassionato di musica elettronica, fosse tutto “accelerato” e “contento”.

Domande su domande cui persino il rapper napoletano Clementino ha provato a rispondere, affermando, in una sua intervista, di avergli parlato a telefono, ma senza averlo mai incontrato. Lanciando, però, anche lui un nome, l’ennesimo: Livio Cori. “Forse mi sbaglio, ma si somigliano”.

Dubbi che continuano a esserci in una storia in cui il giallo si confonde con l’azzurro del Napoli (squadra del cuore di Liberato, come da lui stesso confermato in una intervista a ‘Rolling Stone’: “La mia lei è del 1926”) si confonde con il giallo. E in cui abbiamo provato ancora a diradare un po’ di nebbia. A tirare un po’ i fili. In attesa della data romana e, soprattutto, del momento in cui Liberato deciderà di togliersi quel cappuccio e togliere ogni dubbio ai suoi fan.

 

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