sabato, Novembre 26, 2022
HomeNotizie di PoliticaChe vergogna: in piazza per l'Iran (ma col gettone)

Che vergogna: in piazza per l’Iran (ma col gettone)

Il Comune ha convocato ufficialmente consiglieri comunali e municipali, per manifestare in favore delle donne iraniane. Facendo scattare il pagamento. Parziale dietrofront

Una gaffe di proporzioni bibliche. Un atto che, seppur fatto sicuramente in buona fede, ha provocato sdegno e non poco a Napoli e dintorni. Protagonista Palazzo San Giacomo. Ma cosa è successo? Andiamo con ordine. La Consulta delle elette del Comune di Napoli ha indetto per lunedì prossimo, alle 10, in piazza Municipio una manifestazione di solidarietà per le donne iraniane che stanno protestando dopo la morte di Masha Amini, arrestata e uccisa perché non indossava «correttamente» l’jhab.

«Un gesto simbolico per testimoniare, come donne delle istituzioni e come cittadine, la condanna di ogni forma di violenza nei confronti delle donne, che in Iran e in molti altri paesi subiscono ancora fortissime limitazioni alla loro libertà e alla loro autodeterminazione», ha dichiarato la presidente della Consulta Annamaria Maisto.

Iniziativa lodevole solo che da Palazzo San Giacomo hanno avuto la geniale idea di convocare, per l’occasione, tutte le commissioni permanenti del Comune e delle Municipalità per manifestare in piazza Municipio. Immediata è scattata la protesta.

Perché a molti è sembrato alquanto assurdo che, per partecipare a una iniziativa del genere, ci fosse bisogno di una convocazione ufficiale che inevitabilmente porterebbe le casse comunali a un nuovo esborso economico per pagare i consiglieri presenti. Ebbene sì, un gettone di presenza per protestare contro l’Iran.

La replica di Enza Amato e Annamaria Maisto

In tutto questo bailamme, la presidente del Consiglio Comunale, Enza Amato, e la presidente della Consulta delle Elette, Annamaria Maisto, hanno provato a giustificare quanto accaduto. Secondo le due esponenti politiche della maggioranza di Manfredi la convocazione delle commissioni aveva lo scopo di simboleggiare «le istituzioni escono dai Palazzi per testimoniare la loro solidarietà alle donne e agli uomini iraniani che, coraggiosamente, protestano per vedere riconosciuti i loro diritti civili».

«Non avremmo immaginato di dover sottolineare – a chi evidentemente non ha questa stessa sensibilità – che nessuno dei consiglieri comunali che saranno in piazza percepirà il gettone di presenza per quella mattinata, così come siamo certe sarà anche da parte dei consiglieri delle Municipalità che parteciperanno all’evento» hanno aggiunto Amato e Maisto.

Un invito a mano pur era gradito

Parole pur condivisibili, ma non era meglio riflettere prima e mandare un invito amichevole ai singoli consiglieri piuttosto che fare una convocazione ufficiale a carico del Comune?

Opportunamente da piazza Municipio hanno provveduto a ritirare la convocazione. Decisione però non sembra essere stata imitata dalle 10 municipalità e la gaffe rimarrebbe a carico delle circoscrizioni. Possibile che per una protesta, per un atto meritorio e di buona volontà, a cui dovrebbero aderire spontaneamente tutti i cittadini, lo Stato debba pagare svilendo così anche la protesta? Ai posteri l’ardua sentenza.

Articoli Correlati

- Advertisement -