La curva dei contagi cresce in maniera esponenziale all’aumentare della diffusione della pandemia

In questi giorni si sente parlare molto spesso di “picco epidemico” e della importanza che si raggiunga più o meno abbastanza velocemente. Ma che cosa significa picco? E perché è importante che venga monitorato costantemente?

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, siamo in presenza di una pandemia quando si realizzano queste tre condizioni: un organismo altamente virulento, mancanza di immunizzazione specifica nell’uomo e possibilità di trasmissione da uomo a uomo.

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“Se la popolazione comprende un numero adeguato di individui suscettibili e la diffusione dell’infezione è sufficientemente rapida, ponendo in un grafico il numero di casi (incidenza) e il tempo si osserverà una curva, detta epidemica, nella quale sarà possibile osservare la crescita dell’infezione”, spiega a tal riguardo la Treccani.

“Inizialmente il tasso di incidenza sarà basso, quasi trascurabile, raggiungerà poi rapidamente un massimo, per decrescere infine a livelli trascurabili. La riduzione è in gran parte legata alla diminuzione del numero di individui suscettibili, per l’aumento di soggetti immuni i quali nel frattempo hanno contratto la malattia. L’aspetto della curva epidemica può essere diverso a seconda che si tratti di un’epidemia originatasi da un’unica sorgente (per es. intossicazione alimentare), evenienza, questa, che è caratterizzata da un rigido rispetto dell’andamento sopra descritto, oppure di un’epidemia dovuta alla trasmissione da persona a persona di un agente infettante attraverso una qualsiasi via di contagio. In un episodio epidemico che insorge in un gruppo di individui o in una comunità (famiglia, scuola, caserma ecc.) il primo caso di malattia prende il nome di caso indice o primario, mentre tutti gli altri che hanno origine da questo sono definiti secondari; l’intervallo di tempo che intercorre è detto seriale” (leggi).

Sei sono le fasi della pandemia.

Il primo è la comparsa di un nuovo microrganismo pericoloso per l’uomo, come è accaduto alla fine del 2019 in Cina con il coronavirus SarsCoV2. In questa fase il primo obiettivo è valutare il livello di rischio e di aggressività.

Il secondo passo consiste nell’identificare tutti i casi di contagio per identificare il potenziale di diffusione e nell’adottare azioni tese al contenimento.

Il terzo passo segna l’inizio di un’infezione diffusa a livello globale, la pandemia.

Il quarto passo segna l’accelerazione dell’ondata pandemica, con una curva epidemiologica che punta verso l’alto. Le azioni di sanità pubblica si concentrano su interventi di contenimento, come la chiusura delle scuole e il distanziamento sociale, nonché l’uso di farmaci e la ricerca di un vaccino. L’obiettivo di queste azioni combinate è ridurre la diffusione della malattia.

Il quinto passo consiste nella progressiva e costante riduzione dei casi e, parallelamente, delle azioni di contenimento.

Il sesto e ultimo passo segna la fine della pandemia e contemporaneamente l’inizio di una fase di preparazione a ulteriori ondate.

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