Vincenzo De Luca e Italo Giulivo

Mistero sulla provenienza dei dati da processare e sui verbali del Comitato tecnico scientifico  

di Giancarlo Tommasone

Il nostro quotidiano, ieri, ha pubblicato i nomi dei componenti del Comitato tecnico scientifico della Regione Campania, vale a dire la ormai famosa Unità di crisi, che viene tirata in ballo ogni qualvolta il presidente Vincenzo De Luca firma una ordinanza relativa alle misure anti-contagio da Covid. Si tratta di un organismo – lo ribadiamo – che ha in mano il destino di milioni di cittadini, e che ha il potere di sentenziare su chiusure, restrizioni, e divieti nella nostra regione.

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Abbiamo rilevato come tra coloro che compongono il Cts, ci siano anche figure, di cui abbiamo sottolineato l’indiscussa qualità nei relativi campi professionali, ma che nessuna competenza – tenuto conto dei loro percorsi formativi – dimostrano di avere in materia sanitaria, nello specifico in quella dell’infettivologia. Che è poi la materia che ci si aspetterebbe di trovare alla base di un comitato scientifico strutturato per contrastare una pandemia.

Profili e curriculum:
Italo Giulivo e Bruno Cesario

Due i nomi che subito sono balzati agli occhi: quello del coordinatore del Cts, Italo Giulivo (dg per i lavori pubblici e la Protezione civile della Regione Campania), e quello di Bruno Cesario (dirigente dell’Ufficio rappresentanza e relazioni esterne del gabinetto del presidente). Abbiamo visionato i curriculum vitae di entrambi, per cercare (senza trovarle) tracce delle loro competenze in materia sanitaria. Partiamo dal vertice dell’Unità di crisi, Italo Giulivo, 60enne di Avellino. Si è laureato in Scienze geologiche nel marzo del 1984 (con 110 e lode).

Un professionista assai qualificato (nel suo settore), dunque, ma ciò non toglie che a coordinare l’Unità di crisi che si occupa di combattere il virus, sia un geologo. Che conoscerà alla perfezione argomenti relativi a movimenti tellurici, rischio sismico e quant’altro, ma non ha alcuna competenza rispetto a una pandemia. In effetti, Giulivo è direttore generale Lavori pubblici e Protezione civile della Regione Campania;  la direzione – è scritto nel curriculum – «svolge le funzioni relative alle attività infrastrutturali inerenti ai sistemi integrati ed elabora gli atti di programmazione e coordinamento degli interventi per la difesa del suolo». Certo, «per la difesa del suolo», non direttamente dell’essere umano.  E’ normale, Giulivo è un geologo. E poi, tra gli incarichi a curriculum, c’è anche quello, sempre presso la Regione Campania, di dirigente di staff- Funzioni di supporto tecnico-operativo.

Dirigente che si occupa della «tenuta degli atti relativi alla titolarità dei beni patrimoniali; gestione patrimonio immobiliare; amministrazione delle spese relative agli immobili; gestione del processo di alienazione degli immobili facenti parte del patrimonio disponibile regionale; redazione della consistenza dei beni immobiliari e predisposizione, per la parte di competenza, del conto generale del patrimonio; acquisizione di immobili». Tradotto: il super-amministratore di condominio di Palazzo Santa Lucia. Che però coordina il Cts.

La carriera del globetrotter della politica

Passiamo adesso all’avvocato Bruno Cesario, 54 anni, natali a Portici. Molti lo considerano il globetrotter ante litteram della politica. Parte dalla Dc e termina (per il momento) con l’Udc, ma nell’album dei partiti non si fa mancare niente, Partito democratico e Popolo della libertà inclusi. Eletto alla camera nel 2008 nelle file del Pd, si trova poi a competere nel 2013 (sempre per accedere al Parlamento) sotto le insegne del Pdl. Non  verrà eletto. Due anni prima, il 5 maggio del 2011 era stato nominato sottosegretario al ministero dell’Economia (del Governo Berlusconi IV).

L’avvicinamento a De Luca, per Cesario, avviene alle elezioni regionali del 2015, quando si presenta candidato consigliere (con Udc), in appoggio del futuro governatore. Ottiene circa 1.200 voti, e nemmeno in questa occasione riesce a passare. Poco male, a settembre dello stesso anno viene nominato da da De Luca, delegato regionale della Campania al Cipe; mentre il 6 febbraio del 2018 diventa Capoufficio del presidente della Regione, andando a sostituire Franco Alfieri.

A Palazzo Santa Lucia, attualmente riveste il ruolo di dirigente dell’Ufficio rappresentanza e relazioni esterne del gabinetto del presidente. E da avvocato (dal punto di vista delle competenze vale lo stesso discorso fatto per Giulivo), è inserito nel Comitato tecnico scientifico. Ma occupandoci adesso proprio dell’Unità di crisi regionale, sorgono spontanee alcune domande.

Ci chiediamo: i dati, che secondo De Luca, finiscono sotto la lente di detto organismo, in che modo vengono processati? Da quale fonte provengono? A quali aspetti della pandemia sono relativi? Sulla base di quali parametri, competenze, e strumenti vengono poi analizzate queste informazioni, dall’Unità di crisi regionale campana, o Comitato tecnico scientifico che dir si voglia?

Allo stato, c’è assoluta mancanza di trasparenza riguardo al processo di screening, e alla valutazione delle curve epidemiologiche. C’è inoltre da fare luce su un altro aspetto: esistono verbali delle sedute del Cts? Nel caso esistano, perché non sono accessibili, perché non sono pubblici? Perché il cittadino comune non può sapere che cosa viene deciso del suo destino, della sua libertà di movimento, magari della sua attività economica, o dell’istruzione dei suoi figli?

(II – Continua)

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