In senso orario: Luigi Cesaro, Silvio Berlusconi, Domenico De Siano e Paolo Russo

Il senatore azzurro avrebbe cercato di coinvolgere Paolo Russo nel «golpe» al vertice del coordinamento regionale di Forza Italia

Giornata di telefoni roventi in Campania, quella di ieri. A chiamare sempre il gran capo, Silvio Berlusconi. Che, a stretto giro, ha sentito al cellulare prima Stefano Caldoro poi Fulvio Martusciello. Al centro delle chiacchierate i sondaggi sul governatore del centrodestra in Campania e la strategia per scardinare la roccaforte rossa di Vincenzo De Luca.

Contatti anche tra Luigi Cesaro e Paolo Russo per ipotizzare un «golpe» al vertice del coordinamento regionale, al momento guidato dal senatore Domenico De Siano. Il papà di Armando, capogruppo uscente di Forza Italia in consiglio regionale (non ricandidato per il veto di Matteo Salvini nel silenzio complice dello stato maggiore azzurro, da Berlusconi a Caldoro a De Siano, appunto) avrebbe proposto a Russo un ribaltone: via De Siano e dentro un direttorio a cinque.

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La risposta di Russo, dicono fonti azzurre, sarebbe stato di netto rifiuto. «Mi interessa la politica, non l’organigramma», avrebbe replicato il parlamentare. Un chiaro segnale che la stagione di De Siano, sopravvissuto alle bordate scissioniste di Forza Campania, tra il 2013 e il 2014, si avvia velocemente verso la conclusione anticipata.