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Il centro sportivo di via Marconi a Sant’Antimo è tornato a disposizione del Comune. Lo sgombero è avvenuto martedì mattina, dopo l’ennesimo tentativo da parte del custode, di impedirlo, barricandosi all’interno della struttura. Come riporta ‘Il Mattino’, il gestore, ovvero la Polisportiva S.Antimo che fa capo alla famiglia Cesaro, da agosto aveva impedito l’accesso alla cittadella dello sport. La motivazione addotta erano le valutazioni disposte dal Tar per individuare i beni appartenenti alla società sportiva.

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La Polisportiva gestiva l’impianto dal 2002 e i debiti contratti con l’ente e il credito sportivo e una interdittiva antimafia, che impediva alla società di poter avere contatti con gli enti pubblici, avevano portato il sindaco Russo a ricorrere alla magistratura per sottrarre la struttura al gestore.

 

Questo il comunicato dell’amministrazione cittadina:

In queste ore, grazie ad un’azione congiunta con Prefettura e Questura, la Città, finalmente, si è riappropriata del complesso sportivo di Via Marconi.

Era ora! Questa Amministrazione, sin dal suo insediamento, ha dato inizio ad una serie di azioni finalizzate al ripristino della legalità e delle regole.

Canoni di locazione e ratei di un mutuo per 4 milioni di euro inevasi, mancata riduzione delle tariffe per i cittadini santantimesi, fino ad arrivare all’inopinata chiusura della struttura, da parte del gestore, ed al conseguente annullamento degli abbonamenti stipulati.

La conseguenza più grave: l’azzeramento di ogni attività sportiva all’interno della struttura, in danno, ancora una volta, alla comunità.

“Da oggi metteremo in campo tutte le risorse disponibili – sono parole del Primo cittadino – per recuperare il bene ad una rigorosa gestione e restituirlo cosi alla comunità, come luogo dedicato alla sana pratica sportiva. É la prova che cambiare è possibile ”.

Comunicato al quale la Polisportiva risposto definendosi pronta a ricorrere contro le “false dichiarazioni del sindaco in merito all’interruzione delle attività del centro che sono effetto solo della scelta dell’amministrazione di revocare la concessione”.

 

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