Un sequestro di cocaina, nel riquadro l'ex super-narcos Mario Cerrone

La camorra dell’area Nord, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giovanni Illiano

Un furto in casa, che fruttò ai ladri un bottino da 100mila euro. Un furto che fece infuriare, e non poco, l’ex narcos Mario Cerrone, una volta socio di Raffaele Imperiale (latitante a Dubai), e poi passato a collaborare con lo Stato (in seguito all’arresto avvenuto a gennaio del 2016). A rivelare la circostanza del raid nell’abitazione di Cerrone, è il collaboratore di giustizia Giovanni Illiano, nel corso di uno dei suoi primi interrogatori. «Per come lei mi chiede – afferma il pentito, rispondendo al pubblico ministero –, io ho capito che Lello (Imperiale) e Mario (Cerrone) avevano un gruppo criminale, che credo operasse a Monterusciello (frazione di Pozzuoli)». Illiano ripercorre prima le fasi degli incontri durante i quali si trovò alla presenza dei due narcos, che all’epoca operavano soprattutto per il clan Amato (a quei tempi in rotta di collisione con la famiglia Pagano). Poi il collaboratore di giustizia entra nello specifico dell’episodio del furto. «Preciso che nel corso del secondo incontro, in cui c’era solo Mario senza Lello, io gli chiesi dove operassero e mi sembra che lui disse: Monterusciello. Non sono certo, in quanto, mentre parlavamo di questo, lui disse anche di aver subìto un furto per circa 100mila euro in casa ed era molto arrabbiato, perché la sua famiglia si era spaventata; io ora non so dire se il riferimento a Monterusciello, fosse per la casa o per l’ambito di operatività del gruppo criminale», racconta il pentito. Illiano – come hanno confermato numerose indagini e un folto stuolo di pentiti – afferma che «Lello e Mario operavano nel settore della droga, infatti nel primo incontro, presente Carmine Amato, si parlò di droga».