lunedì, Gennaio 30, 2023
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Il cerchio vomerese al lavoro per la candidatura a sindaco della Clemente

Le «voci di dentro» arancioni: adesso la base deve fare i conti anche col circolo della Napoli bene  

di Giancarlo Tommasone

Nel servizio pubblicato questa mattina, Stylo24 ha raccontato del retroscena relativo alle dimissioni dal coordinamento nazionale deMa, del presidente della V Municipalità, Paolo De Luca. Quest’ultimo non avrebbe tollerato interferenze nella gestione del Parlamentino di Vomero-Arenella, non accettando una nomina calata dall’alto. Si tratta di quella dell’avvocato Salvatore Meliota, detto Gigio, che sarebbe stata decisa dal vertice degli arancioni. Meliota era destinato a sostituire l’ex assessore municipale Elena De Gregorio, che dopo l’ultimo rimpasto a Palazzo San Giacomo, è stata chiamata a riequilibrare le fila di deMa, in Comune.

Il retroscena / No alla nomina decisa
da Giggino, ecco perché De Luca si è dimesso

«In deMa – spiega una delle ‘voci di dentro’ arancioni a Stylo24 – attualmente sta prendendo quota il cerchio vomerese, che fa capo a Maria Teresa Dolce (moglie di de Magistris, ndr) e che sta spingendo per la candidatura a sindaco di Alessandra Clemente, alle prossime Comunali. Tra gli attivisti storici, il cerchio vomerese viene pure indicato come il ‘circolo della Napoli bene’. La scelta è ricaduta su Meliota, proprio perché è espressione di questa corrente, oltre che per la vicinanza a Luigi (de Magistris, ndr) e a Maria Teresa (Dolce, ndr)».

Dopo Insurgencia, la base di deMa
chiamata a fare i conti con il cerchio vomerese

Il clima nel partito arancione è rovente, secondo la nostra fonte. «Oltre agli incarichi e alle deleghe finiti a quelli di Insurgencia, ora bisogna confrontarsi pure con quest’altra ‘fazione’. Molti attivisti sono stanchi di come stiano andando le cose, e alcuni di essi, si sono detti pronti a lasciare il coordinamento. Il primo è stato De Luca, ma il suo esempio potrebbe presto essere seguito da altre persone». Secondo quanto risulta al nostro quotidiano, sarebbero almeno un paio gli attivisti che fanno parte della base deMa a essere pronti a lasciare il ruolo di coordinatori. «C’è un forte malcontento nel movimento, non c’è più traccia di partecipazione, né di attenzione per le competenze. Le persone più valide politicamente, non si sa perché, né per come, sono letteralmente ignorate», conclude la nostra fonte.   

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