L’impiegato comunale aveva stilato un tariffario per le sue “prestazioni”: per avere una carta d’identità bastavano 5-10 euro.

Figurano anche alcuni consulenti del lavoro, due poliziotti, un agente della Municipale e un dipendente del Comune di Napoli, all’epoca dei fatti in servizio negli uffici della IV Municipalità, tra le 36 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta del Ros che ha consentito di sgominare una organizzazione che, nel capoluogo campano, dietro compenso, produceva e consegnava documenti falsi a cittadini extracomunitari che volevano ottenere il soggiorno in Italia, quindi valido anche nei Paesi Schengen.

Il dipendente comunale si occupava del rilascio e del rinnovo delle carte d’identità, dell’emissione dei certificati di residenza o di presa in carico dei trasferimenti di residenza e delle variazioni degli stati di famiglia. Tanto che aveva stilato un vero e proprio tariffario per le sue “prestazioni”. Si va dai cinque-dieci euro per il rilascio della carta d’identità ai due euro per verificare lo stato di residenza al terminale, fino ai 30-80 euro per sbloccare il cambio di residenza e ai 50-60 euro per l’inserimento (o la cancellazione) di un cittadino.

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L’agente della Polizia municipale, secondo i pm, faceva in modo che le verifiche anagrafiche presso le residenze degli stranieri andassero a buon fine. I due agenti della Polizia di Stato sono un assistente capo, che prestava servizio presso l’ufficio immigrazione della Questura di Napoli, e che avrebbe agevolato l’emissione e il rinnovo dei permessi di soggiorno, anticipando le date di rilascio e, addirittura, anche se in ferie accompagnando i diretti interessati negli uffici per fargli saltare la fila.

Il ruolo dell’altro poliziotto, impiegato nello stesso ufficio, era tenere informato uno dei componenti dell’organizzazione sullo stato delle pratiche, anche quelle dei richiedenti asilo politico.

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