I centri sociali contro le forze dell'ordine

di Giancarlo Tommasone

Partiamo dal sei aprile del 2016 per arrivare alla scorsa domenica. Al centro della scena ci sono da una parte gli attivisti dei centri sociali. Renzi, Salvini, il Popolo della Famiglia, Casapound, dall’altra. Al centro le forze dell’ordine. Quella porzione di città che si trova a fare da scenario all’arrivo di un premier, di un politico non gradito, di chi manifesta a favore della famiglia tradizionale o di un partito agli antipodi della sinistra, è destinata a passare ore difficili; durante le quali si registrano lanci di sassi, bottiglie, bombe carta, scontri tra chi dissente e forze dell’ordine, feriti, arresti, denunce. Il sei aprile del 2016 l’allora premier Matteo Renzi è in città per presentare il piano di riqualificazione dell’ex area industriale di Bagnoli.

Gli scontri in Via Caracciolo per l’arrivo di Matteo Renzi nel 2016

I manifestanti si organizzano per la contestazione, gli scontri con le ‘divise’ cominciano sul Lungomare. Le forze dell’ordine fanno da ‘cordone’ per arginare comitati, gruppi di cittadini e attivisti provenienti dai centri sociali: alla fine il bilancio sarà di un poliziotto finito in ospedale e di altri 13 agenti contusi dal lancio di sampietrini. Di nuovo Renzi a Napoli, è settembre del 2016. L’occasione è rappresentata dalla serata di gala organizzata da Il Mattino al San Carlo, dove si esibisce il tenore Jonas Kaufmann. Gli scontri scoppiano all’interno della Galleria Umberto I.

Momenti di tensione a Fuorigrotta tra centri sociali e forze dell’ordine in occasione del convegno di Matteo Salvini alla Mostra d’Oltremare

Manifestanti provenienti dall’area antagonista e disoccupati tentano di raggiungere la zona di Piazza Trieste e Trento, prospiciente il teatro, dove è atteso l’arrivo di Renzi. Risultato? Panico, passanti che cercano di ripararsi come possono, commercianti costretti a barricarsi dentro i negozi dopo aver abbassato le saracinesche. Nella circostanza resta contusa anche una consigliera di maggioranza, Eleonora De Majo. Passiamo al pezzo forte della collezione. Va in scena la contestazione a Salvini. E’ l’undici marzo del 2017.

I centri sociali contro le forze dell’ordine

La maggior parte dei quotidiani l’indomani titolerà: Guerriglia urbana a Napoli. Il bilancio è pesantissimo: 3 arresti, tre persone denunciate e 34 contusi. Automobili danneggiate, esplosione di bombe carta, fumogeni, contatti ripetuti tra manifestanti e forze dell’ordine, lancio di sassi. Tutto ha inizio intorno alle 17 con due bombe carta che esplodono nei pressi del commissariato di polizia di Fuorigrotta. Nel frattempo all’interno della Mostra d’Oltremare è in corso il comizio del leader della Lega Nord. Alla fine della giornata un quartiere verrà messo a ferro e fuoco. Ma Napoli ultimamente è una città intollerante molto più di quanto si pensi. E allora pure l’arrivo del ‘Bus della Libertà’ contro la teoria gender da parte dei sostenitori della famiglia tradizionale rappresenta motivo di conflitto. Il Comune revoca il permesso a poche ore dalla manifestazione che avrebbe dovuto tenersi in Piazza Trieste e Trento.

Militanti dei centri sociali col volto travisato

In questo caso non si arriva allo scontro ma i manifestanti erano già pronti alla contestazione in caso di arrivo del bus arancione. E’ accaduto il 29 settembre scorso. Due giorni fa, ancora protagonisti gli attivisti dei centri sociali, nuove scene di guerriglia urbana, ancora città in ostaggio dei contestatori. L’occasione è data dall’appuntamento elettorale di Casapound. Il corteo era stato convocato per manifestare contro i rappresentanti politici del movimento di Simone Di Stefano.

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La polizia aggredita in piazza Garibaldi in occasione dell’incontro elettorale di Casapound

La zona teatro dell’ennesima battaglia, dell’attacco da portare contro le forze dell’ordine, è la centralissima e cruciale Piazza Garibaldi. Vicino alla stazione scene di guerriglia urbana, lancio di fumogeni e bombe carta. Cinque agenti feriti. Ventitré attivisti portati in Questura per essere identificati e successivamente denunciati. Bilancio dell’ennesima domenica da dimenticare.