di Giancarlo Tommasone

Per la giornata di sabato gli antagonisti preparano i ‘sacchetti dell’immondizia’ per protestare contro Vincenzo De Luca e per dire basta al biocidio. Il manifestante della locandina prodotta per presentare l’iniziativa ‘impugna’ una busta nera col pattume da idealmente lanciare contro “chi è nemico della nostra terra”. Il nemico in questione è il governatore della Campania. A definirlo in tal modo, è l’attivista Raniero Madonna, esponente del centro sociale Laboratorio Insurgencia.

Raniero Madonna

Durante la famosa riunione a porte chiuse del Pd, quella della direzione regionale per fare il punto sulle scorse elezioni, il governatore della Campania (ignaro che le sue parole venissero registrate), ha dichiarato, tra le altre cose: “A Napoli… si regalano (il riferimento è a de Magistris, ndr) spazi ai centri sociali locali che si trasformano in basi logistiche per aggressioni… i centri sociali pilotati arrivano in Piazza del Plebiscito contro di me. Arriva Renzi a Napoli e ci sono le aggressioni guidate dai consiglieri di deMa… a Pozzuoli hanno sfondato una vetrata dell’ospedale dove inauguravamo il reparto di Urologia”. Il 28 febbraio scorso, appartenenti ai centri sociali hanno fatto irruzione all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e hanno lanciato due sacchetti di spazzatura contro il governatore.

Ospedale Santa Maria delle Grazie, gli attivisti contestano Vincenzo De Luca

Alle dichiarazioni di De Luca ha risposto anche Raniero Madonna: “Pilotati? Assolutamente no. Non siamo armati né manovrati – ha spiegato l’attivista – siamo un popolo che chiede dignità. Il sindaco Luigi de Magistris non ci manovra, si è schierato a difesa dell’ambiente, in vista della manifestazione di sabato, ma non ci pilota”. Madonna è stato chiaro. Anche se il nodo della questione non è la protesta in sé, diritto (e dovere) di ogni individuo quello di manifestare, ma gli eccessi in cui spesso degenera la protesta stessa.

Il sindaco Luigi de Magistris festeggia la vittoria coi centri sociali

E soprattutto, va rilevata la coincidenza singolare – si tratterà magari semplicemente di un caso – circa la quale  i rivali politici del sindaco siano l’obiettivo delle proteste degli attivisti dei centri sociali. Partiamo dal sei aprile del 2016: l’allora premier Matteo Renzi è in città per presentare il piano di riqualificazione dell’ex area industriale di Bagnoli. Pochi giorni prima il sindaco aveva dichiarato: se Renzi pensa di espropriare la città, di mortificare la dignità di un popolo e di realizzare scempi, allora è bene che sappia che sarà con fermezza e risolutezza respinto.

Di nuovo Renzi a Napoli, è il 12 settembre del 2016. Il premier arriva in città per partecipare a una serata di gala al San Carlo. Gli scontri scoppiano all’interno della Galleria Umberto I. Nella circostanza resta contusa anche una consigliera di maggioranza, Eleonora De Majo.

E’ l’undici marzo del 2017. Guerriglia urbana a Fuorigrotta al culmine della manifestazione per contestare Matteo Salvini. Il 5 marzo, de Magistris aveva dichiarato: “Prefettura ha dato ok, ma Comune dice no ai razzisti e xenofobi come lui”.

Il 27 settembre del 2017 a scendere in campo è il collettivo dei disoccupati, che interrompe  la Festa nazionale di Articolo 1-Mdp in corso davanti alla basilica di Santa Chiara. Viene impedito il dibattito sul tema ‘Regionalismo: autonomia e responsabilità’ in programma tra il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e quello della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Chiudiamo la carrellata con gli scontri del 18 febbraio scorso. In Piazza Garibaldi gli appartenenti ai centri sociali entrano in contatto con la polizia. I manifestanti tentano di avvicinarsi all’albergo dove si sta tenendo un appuntamento elettorale di Casapound.

Scene di guerriglia urbana, con annesso lancio di fumogeni e bombe carta. Il bilancio sarà di cinque agenti feriti e di 23 attivisti portati in Questura per essere identificati e successivamente denunciati. Il sindaco de Magistris il giorno dopo rivendicherà e difenderà i valori antifascisti.