La protesta ha coinvolto negozi e supermercati di tutta Italia per una serrata che vuole richiamare l’attenzione su una categoria abbandonata da mesi.

“Siamo costernati, perché dall’inizio della pandemia noi abbiamo messo in campo tutte le attività possibili dal punto di vista della sicurezza sanitaria per i dipendenti e per i clienti. Continuiamo a investire centinaia di migliaia di euro e non riusciamo a capire come mai non venga riconosciuto questo nostro impegno costante, mentre per le attività a bordo strada il tenore è differente. Non riusciamo a spiegarci il perché del perdurare di questi divieti”. Così il direttore del centro commerciale Le Gru di Torino, Davide Rossi. Che ha parlato a nome di tutti i 30mila negozi che oggi hanno tenuto, seppur per pochi minuti, le saracinesche abbassate nei centri commerciali di tutta Italia. Oltre 1.300 strutture che si sono unite in una serrata simbolica contro le chiusure nel weekend.

“Chiudiamo perché vogliamo riaprire. Il tempo è scaduto, le misure vanno revocate. Lo chiediamo a nome degli 800mila lavoratori che sono la forza dei centri commerciali”, spiegano esercenti che aderiscono all’iniziativa promossa da ANCD-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali.

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