martedì, Agosto 9, 2022
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Centinaia di fascicoli distrutti: terremoto in Tribunale a Napoli, due arresti

Ai domiciliari il funzionario giudiziario pro tempore Maria Rosaria Orefice e l’assistente giudiziario Gennaro De Maio. Indagato anche un terzo impiegato

di Luigi Nicolosi

Distruzione di centinaia di atti giudiziari, scatta il blitz della guardia di finanza in tribunale a Napoli e due impiegati della cancelleria della quarta sezione penale della Corte d’appello finiscono agli arresti domiciliari. A finire nei guai, raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare scaturita dall’indagine condotta dalle fiamme gialle, sono stati la 56enne Maria Rosaria Orefice e il 63enne Gennaro De Maio. Risulta invece indagato a piede libero il 52enne Massimiliano Lotito. 

Stando a quanto emerso dall’inchiesta, tra l’11 febbraio 2021 e il 3 marzo 2021, avrebbe mandato al macero ordinanze, decreti di intercettazione, sentenze, fatture, avvisi, richieste e impugnazioni di sentenze non per soldi, ma per sottrarsi ai carichi di lavoro lavoro, Maria Rosaria Orefice, funzionario giudiziario “pro tempore” della quarta sezione penale della Corte d’appello di Napoli per il quale il gip di Napoli Fabio Provvisier ha disposto questa mattina gli arresti domiciliari.

Alla donna gli inquirenti contestano la soppressione e distruzione di centinaia di atti, ma anche i reati di corruzione, peculato, accesso abusivo al sistema informatico e truffa in danno dell’Amministrazione. In più occasioni la funzionaria manifesta a terzi, scrive il gip, “preoccupazione sia per la mole di lavoro in capo al suo ufficio – a suo dire eccessivamente elevata – sia per la circostanza che alcuni fascicoli risulterebbero smarriti”, peraltro, “con il silenzio di altri appartenenti all’amministrazione giudiziaria”. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli per raccogliere indizi e al tempo stesso evitare che questa imponente mole di fascicoli finisse al macero, nottetempo si recavano nel Palazzo di Giustizia per “salvare” gli atti fotografandoli. In un passaggio dell’ordinanza emerge addirittura il disappunto di un addetto alle pulizie che si lamenta, mentre svuota il contenitore della carta posto nell’ufficio della Orefice, della quantità di carta cestinata.

Tra gli atti salvati dalla Guardia di Finanza, figurano anche delle integrazioni a un procedimento riguardante il narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale, arrestato la scorsa estate e recentemente trasferito a Napoli dalle autorità di Dubai, e documentazione sul ras Pasquale Fucito “’o Marziano”, narcotrafficante del Parco Verde di Caivano. Orefice risponde però anche di corruzione, in quanto nella qualità di funzionario giudiziario pro tempore si sarebbe impegnata a intercedere sul giudice adito in un processo pendente innanzi alla Corte d’appello nel quale risultava nominato difensore un avvocato allo stato non identificato, affinché l’autorità giudiziaria accogliesse un’istanza precedentemente rigettata presentata nell’interesse dell’assistita del professionista, otteneva da quest’ultimo la promessa di favorire il figlio Angelo Maria Argenzio per accedere alla Scuola di Specializzazione per le Prefessioni legali. 

Sfogliando i capi di imputazione dell’ordinanza eseguita questa mattina, si scopre poi che la donna, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, si sarebbe appropriata di una marca da bollo, ma anche di accesso abusivo al Sistema informativo del Casellario: accesso che sarebbe stato compito il 18 marzo scorso dal coindagato Lotito. Il 18 marzo dello stesso anno la funzionaria avrebbe poi rilasciato, nonostante l’assenza di deposito dell’istanza, copia di atti e un certificato penale, omettendo l’esenzione dei diritti di copia, con conseguente danno patrimoniale all’Amministrazione di almeno 28,12 euro.

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