Carcere
Resta in cella Giovanni Savarese, accusato di aver partecipato all'omicidio Carolei (foto di repertorio)

Il fatto è avvenuto nel carcere di Secondigliano

Una donna incinta di 21 anni si è recata per un colloquio nel carcere napoletano di Secondigliano con addosso un telefonino, due sim, due caricabatterie e 2 grammi e mezzo di hashish. Lo rendono noto i sindacati Osapp e Uspp.

Per i sindacati, ormai, “questi tipi di ritrovamenti sono all’ordine del giorno”. “Anche ieri – fanno sapere il segretario regionale dell’Osapp Campania Vincenzo Palmieri e il vice Luigi Castaldo – nello stesso reparto dello stesso istituto sono stati trovati altri due telefonini, grazie alle capacità professionali della Polizia Penitenziaria che non distoglie l’attenzione dal fenomeno”. Un fenomeno che era già stato osservato anche in altre strutture della Campania.

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Come l’Osapp anche l’Uspp si complimenta con il lavoro della Penitenziaria che “guidata dal commissario Dapolito, malgrado sia sotto organico e dotata di poche risorse, – evidenzia il segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio – riesce comunque ad arginare con alto senso di abnegazione e professionalità sia l’introduzione di telefonini sia della sostanza stupefacente”.

“Speriamo che – concludono Osapp e Uspp – venga subito tramutato in legge il reato con il quale si punisce chi introduce i cellulari in carcere che prevede una pena da 1 a 4 anni di reclusione”, una misura, “che da anni chiediamo con forza a tutela degli agenti di polizia penitenziaria e per il mantenimento dell’ordine e la sicurezza interna alle carceri. Speriamo che presto ci siano anche misure che puniscano le aggressioni agli agenti” 

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