venerdì, Dicembre 3, 2021
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La Cdp non salverà i conti del Comune di Napoli

ll trucchetto che Manfredi e C. vogliono far passare in realtà potrebbe rivelarsi una bufala di qui a qualche giorno

Cassa depositi e prestiti in soccorso del Comune di Napoli? Secondo quanto trapelato in questi giorni, Cdp sarebbe disponibile a immettere denaro liquido nelle disastrate casse comunali prendendo come ipoteca il patrimonio immobiliare napoletano. In particolare, ci sarebbe un interesse specifico per Palazzo Fuga. Ma a Cdp potrebbe finire anche parte del patrimonio comunale messo in vendita negli anni scorsi da Luigi de Magistris e che non ha trovato acquirenti, fanno sapere da Palazzo San Giacomo. La situazione è davvero così?

Fonti romane hanno raccontato a Stylo24 un’altra versione. E cioè che «la Finanziaria di Stato potrebbe prendere in garanzia solo alcuni cespiti particolarmente pregiati, eventualmente. E lo farà riconoscendo al Comune una cifra notevolmente inferiore a quella di cui c’è bisogno (600 milioni). Ma si tratta di una ipotesi remota che non è detto che accada. Anzi, ad oggi le percentuali sono più per il no che per il sì». Insomma, abbondanza di condizionali ma poche certezze.

Niente da stupirsi viste le condizioni in cui versa il patrimonio immobiliare. Basti pensare a Palazzo Fuga dove, a parte la facciata esterna che è stata ristrutturata qualche anno fa (e che già presenta problemi), il degrado la fa da padrone. Il mastodontico edificio voluto a metà del ‘700 da Carlo di Borbone è lo specchio della città partenopea. È la dimostrazione palese di quello che potrebbe essere Napoli e non è. «Cassa depositi e prestiti – affermano ancora dalla Capitale – è un’agenzia finanziaria, non un fondo immobiliare che investe nell’edilizia per valorizzare. La Finanziaria di Stato non può intervenire, sotto questo aspetto, in aiuto al Comune partenopeo».

La finanziaria di Stato potrebbe accollarsi nuovi mutui?

Ma anche l’eventuale ipoteca dei cespiti particolarmente pregiati rappresenta semplicemente «un’eventualità», se pur possibile, che a Roma ritengono «molto difficile» da attuare in un momento in cui il mercato immobiliare è fermo. Peraltro, il Comune di Napoli è già esposto con Cassa depositi e prestiti per via del fondo di anticipo della liquidità, il cosiddetto FAL, che già prevede salati tassi di interesse. Dunque, non si capisce come la finanziaria di Stato potrebbe accollarsi nuovi mutui a favore del Comune con finanziamenti ancora in corso di restituzione.

Il trucchetto che Manfredi e C. vogliono far passare, quindi, in realtà potrebbe rivelarsi una bufala di qui a qualche giorno. Evidentemente c’è qualcuno che ancora preferisce raccontare le favolette. Come quelle sul «Patto per Napoli». Un patto tra i partiti di centrosinistra che avrebbe dovuto salvare la città ma che in realtà, come spiegato da Stylo24 e dall’ex sindaco Antonio Bassolino, rappresenta solamente un patto tra privati. Al punto che Manfredi continua a chiedere aiuto a Roma, insiste nel pietire l’inserimento di una norma ad hoc nella legge di bilancio per «elargire» denaro a Palazzo San Giacomo.

Per fare tutto ciò da Roma si prospetta la possibilità di presentare un emendamento alla Manovra. Intanto il 29 novembre prossimo scadono i termini per la presentazione degli emendamenti. Peccato che tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico ancora nessun deputato si sia fatto avanti per esserne il relatore.

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