Il murale inneggiante alle baby gang, comparso in Piazza Cavour

La Napoli «persa»

di Giancarlo Tommasone

La scritta è inequivocabile e non lascia spazio all’immaginazione: «Baby Gang». Compare in Piazza Cavour, proprio lì, a due passi da una targa che omaggia Totò, il principe della risata. Proprio lì, a qualche centinaio di metri da dove, il 18 dicembre del 2017, l’allora 17enne Arturo Puoti, fu lasciato in fin di vita dalla mano balorda di un manipolo di 4 minorenni.

Lo sberleffo
alla legalità
Il degrado
in Piazza Cavour

Uno sberleffo alla legalità e al vivere civile, la scritta; anche perché un altro messaggio, gli Occhi di Arturo, che alla fine di un percorso, dovrebbe comparire sul muro esterno della sede del Giudice di Pace, ha trovato fin qui anche posizioni critiche, come ad esempio, quella di Casa Pound. Il murale, spiega a Stylo24, Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo e presidente dell’associazione Artur, «è parte di un progetto molto ampio che prevede lo sviluppo di laboratori con i ragazzi, cominceremo a metà di questo mese. E’ solo l’esito di tutto il lavoro che faremo con i ragazzi e che durerà fino ad aprile-maggio, data entro la quale sicuramente il murale sarà anche terminato. D’altra parte non avrebbe avuto senso partire da lì (dal murale, ndr), con una operazione di ‘facciata’» e che avrebbe potuto porgere il fianco a strumentalizzazioni di varia natura.

Nell’attesa, però che il percorso si compia, in Piazza Cavour compare il murale della «Baby Gang». La scritta, a una prima occhiata, sembra essere stata realizzata da un writer, o da uno che ha comunque una mano assai allenata con le bombolette spray. La cosa è ancora più preoccupante, perché non si tratterebbe della «firma» imbrattamuri del solito sconsiderato, ma di chi utilizza i messaggi anche per una forma d’arte.

Al degrado della scritta, si aggiunge quello che in questi giorni rimanda un’immagine ulteriormente desolante di Piazza Cavour, e del Rione Sanità, in generale. Cumuli di immondizia all’angolo delle strade, coperte stese sulla ringhiera che delimita la Fontana del Tritone.

E quella scritta, «Baby Gang», uno sberleffo alla legalità, in una zona che di tutto ha bisogno tranne che di messaggi che inneggiano alla violenza. Ribadiamo, non sappiamo se sia il gesto di qualche provocatore o di qualche idiota, quella scritta non avrebbe mai dovuto comparire, e adesso, qualunque sia il motivo per cui è stata realizzata, dovrebbe essere immediatamente cancellata.