Non volevo ucciderlo, volevo solo fargli del male”. Questa è la versione ufficiale di V.R., il sedicenne di Castellammare di Stabia che venerdì scorso, o per meglio dire nella notte tra l’otto e il nove ottobre, ha quasi ucciso “a suon di coltellate” un coetaneo. Il giudice, non convinto pienamente della versione dell’aggressore, lo ha spedito nel carcere di Nisida.

“Non volevo ucciderlo, volevo solo fargli male”, così il sedicenne di Castellammare

Il fatto si è consumato a Pompei, nel corso di una festa organizzata presso il discobar Wolfgarden di via Giuliana. Era il party delle matricole, un lieto evento (almeno in teoria) che ha coinvolto 2000 liceali. I giovani si erano giustamente riuniti per festeggiare il ritorno a scuola in presenza dopo l’incubo Covid (e didattica a distanza). I sei fendenti però, oltre ad aver stroncato ogni momento di giubilo, hanno perforato polmone e arteria femorale della vittima, M.M., un diciannovenne di Agerola. Il ragazzo è stato prontamente soccorso e ricoverato presso l’Ospedale del Mare di Ponticelli.

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Le condizioni dell’aggredito

Le condizioni della vittima risultano stazionarie, ma nella notte tra venerdì e sabato il ragazzo ha perso molto sangue e nei giorni scorsi, a seguito di una pericolosissima emorragia interna, è stato sottoposto a due interventi chirurgici nel giro di poche ore. L’andamento clinico deve essere dunque valutato giorno per giorno.

Dubbi sul movente

Sul movente del gesto indaga il commissariato di Pompei agli ordini del vice-questore Antonella Palumbo e dell’ispettore responsabile della squadra investigativa Francesco Paolo Oreste. Secondo le ricostruzioni dei bene informati i due ragazzi si conoscevano e avevano un vecchio conto in sospeso. Tensione che è poi deflagrata in una fresca notte d’autunno. Le ragioni, comunque – almeno fino a prova contraria – dovrebbero essere piuttosto futili, segno di un disagio profondo delle nuove generazioni, forse segnate irrimediabilmente dalle restrizioni pandemiche (ma è chiaramente una lettura sommaria dei disagi giovanili).

Il giorno stesso della tragedia il sostituto procuratore del Tribunale per i minorenni di Napoli, Ugo Miraglia, ha emesso un decreto di fermo. Il provvedimento, tuttavia, non è stato convalidato, anche se il gip Anita Polito ha comunque disposto per il giovane la custodia cautelare in carcere.

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