giovedì, Luglio 7, 2022
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Castellammare, Olga Acanfora condannata a cinque anni

La sentenza della Corte d’Appello alleggerisce la condanna della donna

Grazie all’interessamento del consigliere comunale del partito democratico Gino Tommasino, ottenne l’intervento del clan D’Alessandro e uno sconto di 200mila euro sui lavoro. In cambio, pagò una finta consulenza di 17mila euro ad Alfonso Di Vuolo, nipote del boss Sergio Mosca. Tutto avvenne pochi giorni prima dell’omicidio dell’esponente politico di Castellammare e l’episodio venne alla luce proprio nell’ambito dell’indagine su quel delitto. Protagonista, l’imprenditrice Olga Acanfora, allora presidente del gruppo Piccola Industria Napoli; a sette anni dal primo grado, e a dodici dai fatti, ieri in Corte d’Appello sono arrivati gli scontri di pena: la Acanfora, assistita dagli avvocati Ettore Stravino e Giulia Bongiorno, ha avuto lo sconto di condanna da 8 a 5 anni con le attenuanti generiche, ma la conferma di reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Aggravante esclusa invece per gli altri due imputati: Di Vuolo, difeso dall’avvocato Renato D’Antuono, e per l’architetto Massimo Di Maio, (avv.ti Vincenzo Propenso ed Antonio Rocco Briganti), condanna scesa a 2 anni e 8 mesi.

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