L'affiliato attirato in montagna e giustiziato a causa delle sue simpatie per i cutoliani (foto di repertorio)

Il killer affiliato alla camorra ha occupato abusivamente per anni un appartamento del comune di Castellammare di Stabia. Ed è clamoroso notare che nessuno ha mai verificato se l’abitazione fosse libera o se ci vivesse un legittimo assegnatario. In quella casa, riferiscono i pentiti, nel 2012 è stato commesso un efferato omicidio da parte del clan di Scanzano.

Castellammare, killer nella casa destinata agli indigenti

Un pregiudicato è stato tratto con l’inganno nell’appartamento per poi essere strangolato. Inutile dire che il suo corpo è sparito. A giudicare dagli atti processuali la casa era occupata senza titolo, ed inquietante considerare che sia stato commesso un omicidio di camorra lì dove chi risiedeva non aveva neanche diritto a risiedere. Questo l’emblema di una società civile ridotta ai minimi termini, una società che a volte sembra aver gettato nel pattume ogni speranza di riscatto.

ad

Al di là dei crimini commessi in quella abitazione, a giudicare da quanto emerge dalla vicenda processuale, Catello Rapicano occupava una abitazione del comune che doveva andare a una famiglia in difficoltà e viveva invece con i soldi guadagnati dal traffico di stupefacenti. Gestiva la piazza di spaccio che gli era stata affidata dal clan D’Alessandro.

Riproduzione Riservata