Suarez (col berretto) al centro del caso della promozione 'facile'

Inchiesta di Perugia, ora la Juventus (al momento non indagata) rischia grosso    

La Juve rischia grosso, al momento la società bianconera non risulterebbe indagata per il caso della «promozione facile» al calciatore Suarez (che non spiccicava una parola di italiano), ma non è detto che la situazione non evolva già nelle prossime ore. Secondo quanto emerge da una serie di intercettazioni allegate agli atti dell’inchiesta della Procura perugina (guidata dal procuratore Raffaele Cantone), la richiesta di far promuovere Suarez, sarebbe venuta, anche se non direttamente, da Fabio Paratici, chief football officer bianconero. Ma quale sarebbe stato il tramite tra la Juventus e l’Università per Stranieri di Perugia? Secondo la Procura, Maurizio Oliviero, rettore della Statale della città umbra, tifosissimo della squadra ora guidata da Pirlo. Oliviero, argomentano i magistrati, avrebbe messo in contatto la Juve con la rettrice dell’Università per Stranieri, Giuliana Grego Bolli. Ma in cambio di cosa, sarebbe stata caldeggiata la promozione di Suarez (che aveva bisogno assolutamente di passare un esame di lingua italiana, primo step per ottenere la cittadinanza e di essere poi arruolato tra i bianconeri)? La promessa – argomentano gli inquirenti, basandosi sul contenuto delle conversazioni intercettate – di far sostenere anche gli altri extracomunitari della Juve l’esame di lingua italiana a Perugia. Nel frattempo, si muove anche la giustizia sportiva. La Procura federale ha aperto una inchiesta finalizzata a chiarire la posizione della Juventus nella vicenda. Se emergessero responsabilità del club, potrebbero scattare penalizzazioni o forti sanzioni economiche.