Il magistrato Antonio Esposito

Il pronunciamento atteso per il prossimo 12 maggio. La vicenda della testimonianza di tre dipendenti del senatore azzurro che raccontarono di frasi non proprio di stima che il magistrato avrebbe espresso nei confronti dell’ex premier

Il caso gira intorno a un audio, registrato di nascosto ad Arcore. Nella clip si sente Amedeo Franco, che faceva parte del collegio di Cassazione presieduto da Antonio Esposito. Quest’ultimo è il giudice (ora in pensione) che nell’agosto del 2013 presiedeva la II Sezione penale della Cassazione, che rese definitiva la condanna a 4 anni di reclusione nei confronti di Silvio Berlusconi, nell’ambito del cosiddetto processo Mediaset. Nell’audio di Franco, si sente questi che affermare: «Berlusconi deve essere condannato a priori (…) ha subìto una grave ingiustizia (…) tutta questa vicenda è stata guidata dall’alto (…) hanno fatto una porcheria».

L’audio è al centro di un caso, perché da un lato sarebbe indicativo del presunto «accanimento» contro l’ex premier. Ma ascoltando la clip integrale (riporta Il Fatto Quotidiano nell’articolo a firma di Gianni Barbacetto e Vincenzo Iurillo), mandata in onda nel corso della trasmissione Rai, Report, emergerebbe anche che Gianni Letta, prima della sentenza, si sarebbe recato dall’allora presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, a tentare, vanamente, un cambio di collegio. Nel frattempo, il prossimo 12 maggio potrebbe riaprirsi anche l’inchiesta su Domenico De Siano, coordinatore regionale di Forza Italia in Campania. Il caso è quello dell’indagine aperta dopo l’esposto del giudice Antonio Esposito.

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Il gip dovrà decidere se archiviare o far ripartire l’indagine sui tre lavoratori (Giovanni Fiorentino, Domenico Morgera e Michele D’Ambrosio) dell’Hotel Villa Svizzera di Lacco Ameno, dipendenti del senatore Domenico De Siano. E sull’avvocato Bruno Larosa, che, il 3 aprile del 2014, raccolse le dichiarazioni dei tre lavoratori, e le allegò agli atti del ricorso di Berlusconi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo. I tre testimoni raccontano di presunte frasi (non proprio di stima) del giudice Antonio Esposito nei confronti di Berlusconi, frasi proferite contro il futuro imputato, durante il periodo di vacanze di Esposito, precedente alla sentenza del 2013.

Esposito, chiede attraverso una opposizione presentata per la riapertura delle indagini, di accertare fino in fondo «la falsità di quelle parole». E di chiarire, affinché non restino più dubbi sulla vicenda, anche chi informò Berlusconi («fu De Siano?», si chiede il giudice in pensione) relativamente al fatto che i tre dipendenti di De Siano erano in possesso di informazioni utili contro il giudice che poi lo condannò.

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