Stefano Cucchi

Parla il maggiore dei carabiniere sentito sulla vicenda del fotosegnalamento

“Quando vidi il rigo interamente sbianchettato sul registro dei fotosegnalamenti dissi al capitano Tiziano Testarmata che non si trattava di una mera irregolarità e che non bastava fare una fotocopia del documento ma bisognava sequestrare tutto e mandare in Procura, anche per fare una perizia. Il rigo sbianchettato era del 16 ottobre e combaciava con il giorno di arresto di Stefano Cucchi: per me non c’era dubbio che sotto ci fosse scritto il suo nome”. E’ quanto affermato dal maggiore dei carabinieri Pantaleone Grimaldi, nel corso della sua testimonianza al processo che vede imputate 8 persone accusate di avere depistato le indagini successive alla morte di Stefano Cucchi. Nel 2015 Grimaldi era comandante della Compagnia Casilino dove vennero acquisiti una serie di documenti relativi alla vicenda del geometra morto nel 2009.

Grimaldi ha affermato che “Testarmata era perplesso, si allontano’ per fare una telefonata e quando torno’ disse di procedere come gia’ deciso e cioe’ facendo una semplice fotocopia del registro. Mi arrabbiai per questa decisione ma all’epoca avevo assoluta fiducia su Testarmata, che da subito si e’ comportato come titolare a svolgere l’acquisizione degli atti”.

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