Quattro prescrizioni e un’assoluzione per i medici del Pertini.

Stefano Cucchi è morto in conseguenza del pestaggio subito nella caserma della Compagnia Casilina. Ne è convinta la prima corte d’assise di Roma che ha condannato per omicidio preterintenzionale due dei tre carabinieri imputati, Alessio di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, che dovranno scontare 12 anni di reclusione (invece dei 18 chiesti dal pm Giovanni Musarò).

Sono stati loro, secondo la prima corte d’assise di Roma, a picchiare Stefano Cucchi la sera dell’arresto nei locali della Compagnia Casilina. Recepite le conclusioni del pm sul terzo militare imputato, Francesco Tedesco, che è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Quattro prescrizioni e un’assoluzione per i medici del Pertini.

Una sentenza di assoluzione e una di ‘non doversi procederé, perché il reato di omicidio colposo è ormai prescritto, nei confronti dei cinque medici dell’ospedale Sandro Pertini dove Stefano Cucchi morì il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo essere stato arrestato dai carabinieri per detenzione di stupefacenti. Lo ha deciso, dopo oltre due ore di camera di consiglio, la seconda corte d’assise di appello di Roma, al termine del terzo processo di secondo grado.

La corte, presieduta da Tommaso Picazio, ha assolto Stefania Corbi ‘per non aver commesso il fatto’ e ha recepito le conclusioni del sostituto pg Mario Remus che lo scorso 6 maggio aveva sollecitato la prescrizione nei confronti del primario Aldo Fierro e dei medici Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo che si occuparono a vario titolo del geometra 31enne.