Casinò de la Vallée: luce verde dai creditori per il secondo piano concordato

Lo scorso 9 marzo i creditori del Casinò di Sain-Vincent hanno dato l’ok per il secondo piano di concordato dopo che il primo era stato dichiarato nullo dalla Corte di Torino a luglio dello scorso anno, per vizio formale. In totale 303, i creditori che hanno vantato il riscatto di 21,3 milioni di euro.

Sembrano molto lontani ormai i tempi fiorenti del Casinò de la Vallée, tra tavoli da poker, roulette casinò e slot. Oggi la situazione è ben diversa, con una crisi che si prolunga ormai da tempo e che si è aggravata soprattutto nell’ultimo anno, con lo scoppio della pandemia che ha portato a restrizioni e chiusure delle sale da gioco.

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La Regione tiene sotto controllo la vicenda del Casinò, avendo chiaro come obiettivo quello di salvare la celebre Casa da gioco e ottenere ristori dal governo. E intanto si sorveglia attentamente l’andamento della procedura di concordato.

Casinò di Saint-Vincent: la procedura di concordato per ripagare oltre 21 milioni di debiti

È stato infatti nel Tribunale di Aosta che si è tenuta l’assemblea dei creditori chirografari, quei creditori cioè a cui spettano in totale ben 21 milioni e 371 mila euro circa. I debiti da ripagare sono tanti e c’è davvero di tutto: soggetti a cui spettano solo una ventina di euro e creditori di oltre 4 milioni. Tra questi infatti spiccano banche, associazioni e finanziarie, ed era assolutamente importante che almeno la maggioranza fosse d’accordo per poter dare il via al piano di concordato.

E l’adesione in maggioranza alla proposta è arrivata: quasi il 55% infatti ha dato conferma alla procedura, percentuale che si apprende dalla nota del Palazzo regionale.

Quello che è cambiato dal piano di ottobre è una modifica sostanziale che potrebbe fare una grande differenza. Inizialmente infatti la procedura del 2018 (resa poi nulla) prevedeva il pagamento ai creditori entro il 2023 del 78% almeno dei debiti. Con il piano di ottobre invece si era portata la percentuale all’80%, garantendo quindi un maggior soddisfacimento dei creditori, ma ciononostante, il commissario giudiziale Ivano Pagliero aveva espresso lo scorso 20 novembre attraverso una lunga relazione, delle importanti perplessità.

Alla luce dello stato attuale dell’economia generale, che a causa della pandemia da Covid-19 ha impattato negativamente su tanti settori – specialmente su quello del gioco – è infatti più che ragionevole pensare che la situazione andrebbe a rendere ancor più difficile la buona riuscita del piano di concordato. Nella relazione, Paglieri spiegava l’esigenza di rivedere i termini temporali di pagamento, a garanzia stessa dei creditori, i quali, nel caso l’azienda avesse mostrato visibili segni di ripresa, avrebbero comunque ricevuto quanto spetta loro, prima della scadenza.

Modifiche alla procedura, i debiti saranno ripagati entro il 2024

Una procedura di concordato basata non solo sui flussi di cassa, ma anche su un termine prefissato (alla fine del 2023), avrebbe potuto realizzarsi con esito positivo, qualora nel 2021 gli scenari causati dalla pandemia fossero stati in fase di recupero o comunque definitivamente risolti. Purtroppo le previsioni per tutto il 2021 continuano a non essere positive, poiché la pandemia continua a bloccare l’economia, nonostante la diffusione dei vaccini rispetto allo scorso anno, dal momento che non vi è nessuna certezza che entro il 2021 tutta la popolazione sarà vaccinata.

L’azienda ha così portato avanti una modifica nella quale è prevista la conclusione della procedura al 31 dicembre 2024 (anziché al 31 dicembre 2023). In aggiunta, la società ha previsto anche un aumento del fondo rischi a più di 5 milioni per le restrizioni e le chiusure causate dal Covid e ha parallelamente ridotto invece fondi rischi legati ad esempio ai processi.

Insomma, la situazione è ancora delicata, ma l’amministratore unico del Casinò di Saint-Vincent Filippo Rolando si dichiara soddisfatto e fiducioso. Certamente parlare di riapertura è urgente ma ancora poco probabile, visto il clima di emergenza attuale.

Attualmente la Casa da gioco ha spostato la propria attività online, così come ha fatto la gran parte degli operatori di questo settore, garantendo oltretutto lavoro ai propri dipendenti con attività in smartworking, anche se per molti altri la chiusura degli spazi fisici del casinò ha coinciso con un’interruzione dell’attività lavorativa.

Sicuramente l’online nei prossimi mesi e nell’immediato futuro avrà un ruolo sempre più importante, ma si spera che, anche grazie alla procedura in atto, entro il 2024 si assisterà a una ripresa dello storico casinò, coerentemente anche con la fine dell’emergenza sanitaria.

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