La leader di Potere al Popolo, Viola Carofalo

di Giancarlo Tommasone

Lunedì scorso, il governatore della Campania Vincenzo De Luca è finito di nuovo nel mirino dei contestatori. Alcuni appartenenti a centri sociali cittadini hanno provato a lanciare dei sacchetti di spazzatura contro il presidente della Regione, mentre quest’ultimo si trovava all’esterno del teatro Politeama per partecipare a un evento di beneficenza. I manifestanti sono stati bloccati da agenti della polizia, il tentativo è dunque fallito. Ma l’ex sindaco di Salerno che è stato contestato già all’ospedale di Pozzuoli dallo stesso comitato ‘Stop Biocidio’ – che inoltre ha terminato la manifestazione di sabato scorso lanciando i sacchetti davanti a Palazzo Santa Lucia – nella giornata di ieri, nel corso di un convegno al Suor Orsola Benincasa, è tornato sul tema.

Il governatore Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi de Magistris

A Napoli, ha detto De Luca, è stato superato il limite di sostenibilità democratica. Parole dure del governatore, che definisce il capoluogo partenopeo l’unica città d’Italia dove è impossibile fare un dibattito pubblico in un clima di civiltà e rispetto, senza subire intimidazioni squadriste o di gente che vuole continuare la lunga storia della clientela politica. Figlia di chi regala immobili pubblici ai centri sociali. Il riferimento è chiaro: il sindaco Luigi de Magistris.

‘Stop Biocidio’, sacchetti lanciati contro la sede della Regione

Ma cosa pensano gli antagonisti circa un presunto attacco alla democrazia, paventato da De Luca? Stylo24 lo ha chiesto a Viola Carofalo, leader di Potere al Popolo.
«Parliamo anche della manifestazione del 24 marzo, naturalmente – afferma Carofalo – Non capisco come si possa definire tale tipo di protesta attacco alla sostenibilità democratica; io personalmente non ho potuto prendere parte al corteo, ma era presente sia Potere al Popolo che l’Ex Opg-Je so’ pazzo. Voglio dire: se questa è un’aggressione, quello che ha fatto De Luca a noi, cos’è? Va bene che lui utilizzi questi termini, ma non sono proprio appropriatissimi. A Napoli non ci si può curare, gli ospedali chiudono, la gente si ammala per una gestione dei rifiuti che è stata criminale. Di sanità e rifiuti, a me risulta se ne occupi la Regione. Per me questi sono gli ‘attentati’ alla democrazia, perché la democrazia è pure poter usufruire di questi servizi e poter campare decentemente. Mi sembra che De Luca sia l’aggressore e non l’aggredito».

Il laboratorio occupato Insurgencia

Sui rapporti con Insurgencia, Carofalo afferma: «I rapporti sono buoni, noi abbiamo anche partecipato alla costruzione del corteo di sabato, siamo due strutture diverse, ma tra noi c’è confronto». E se avesse partecipato fisicamente alla manifestazione ‘Stop Biocidio’, Viola Carofalo avrebbe tirato i sacchetti della spazzatura a De Luca? «Io ero a Roma, dicevo, ma se fossi stata a Napoli li avrei lanciati sicuramente. La mia posizione verso quelli che l’hanno fatto si può definire oltre che vicina, addirittura sovrapponibile», conclude il leader politico di Potere al Popolo.