Luce più cara per i vulnerabili, offerte a prezzo fisso e tetti alla pompa: famiglie e automobilisti provano a difendersi dai rincari
Il conto arriva dalla presa elettrica e dal distributore. Per i clienti vulnerabili rimasti nella Maggior Tutela la bolletta della luce sale del 37,3%. Sulle strade, invece, le compagnie petrolifere provano a frenare i rincari con tetti e sconti alla pompa.
La crisi energetica sta quindi cambiando anche le strategie commerciali. Chi vende elettricità spinge sul prezzo fisso. Chi vende carburanti prova a fermare il listino prima che salga ancora.
Per tre milioni di clienti la luce costa il 37,3% in più
Il rincaro comunicato da Arera riguarda circa tre milioni di utenti vulnerabili. A pesare sono l’aumento dei costi di acquisto dell’energia e le attese sui prezzi all’ingrosso.
Il problema era già entrato nei bilanci familiari, come raccontato da Stylo24 nel dossier su benzina, scuola e bollette.
Sul mercato libero, intanto, le aziende rilanciano. Eni propone uno sconto rispetto alla propria principale offerta a prezzo fisso, Enel punta su una formula che riduce il costo rispetto ai prezzi all’ingrosso.
Il prezzo fisso torna di moda
Per Elettricità Futura, i contratti di lungo periodo possono garantire risparmi consistenti rispetto alle tariffe indicizzate.
Salvatore Pinto lo dice senza giri di parole: «I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: oggi l’unico modo per tutelare davvero i clienti è il contratto a prezzo fisso».
Le offerte, però, vanno confrontate una per una. Arera pubblica condizioni e aggiornamenti del servizio di tutela, mentre prezzi e formule possono cambiare parecchio da un operatore all’altro.
Alle pompe comincia l’effetto domino
Sulla benzina Eni ha fissato il tetto a 1,99 euro al litro, mentre per il gasolio il limite è 2,19 euro. Anche Q8 ha scelto di muoversi nella stessa direzione, con prezzi differenziati in base alle zone.
Stylo24 aveva già raccontato le code ai distributori dopo il tetto deciso da Eni.
Se altri grandi marchi seguiranno, il numero degli impianti coinvolti potrebbe crescere rapidamente.
Per i piccoli gestori la partita è più difficile
Il rovescio della medaglia riguarda i distributori indipendenti. Le grandi compagnie hanno più spazio per assorbire una parte dei costi; chi lavora con margini più bassi rischia invece di perdere clienti senza riuscire ad abbassare i prezzi allo stesso livello.
Il governo spera che la platea delle compagnie coinvolte continui ad allargarsi. Antonio Tajani parla di «effetto domino», mentre le associazioni dei piccoli operatori chiedono di evitare che la corsa agli sconti li metta fuori mercato.
Anche le accise restano sul tavolo
Il mini-sconto sul gasolio potrebbe essere prorogato. Stylo24 aveva già seguito le proroghe e il passaggio verso aiuti più mirati.
Per capire quanto si paga davvero alla pompa si può consultare l’Osservatorio ufficiale del Mimit sui prezzi dei carburanti, alimentato dai dati comunicati dai gestori.
Bruxelles prende tempo sul metano
Anche l’Europa prova a togliere pressione al mercato. Sul tavolo c’è il rinvio di alcuni obblighi sulla rendicontazione delle emissioni legate al metano importato.
L’obiettivo è evitare che nuovi adempimenti e possibili sanzioni finiscano per scaricarsi sui prezzi delle forniture. La corsa contro il caro energia si gioca così su tre fronti: bollette di casa, pompe di benzina e regole europee.

















