Vincenzo Licciardi, padrino dell'Alleanza di Secondigliano, al momento dell'arresto da parte della Squadra Mobile

L’asse Vomero-Secondigliano

A ricostruire l’omicidio di Gennaro Politelli è stato anche il collaboratore di giustizia Carlo Lo Russo, meglio conosciuto nell’ambiente criminale come Carlucciello. Quest’ultimo ha fatto mettere a verbale che il delitto maturò perché Politelli aveva ucciso una persona degli Alfano, del Vomero, e la donna di quest’ultimo. Gli Alfano all’epoca erano legati a doppio filo ai Licciardi. Ragion per cui, afferma il pentito, Vincenzo Licciardi (alias ’o chiatto) ordinò ai Lo Russo, visto che Politelli orbitava nel loro gruppo, di ucciderlo. Ne andava del prosieguo della pax mafiosa imbastita tra il clan della Masseria Cardone e quello di Miano, anche perché nell’omicidio dell’uomo degli Alfano, era coinvolto pure Gennaro Mazzeo, cognato di Carlo Lo Russo. Il delitto fu organizzato nei minimi particolari, Politelli fu attirato in trappola, e venne giustiziato all’uscita di un ascensore, in una palazzina a Chiaiano. A commettere materialmente l’assassinio fu Domenico Lo Russo, che nel 2019 ha ammesso di aver eseguito il delitto. La notizia relativa alla ricostruzione dell’omicidio Politelli è stata riportata da Il Roma.