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di Francesco Vitale

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Sono sette i milioni di euro che Romeo pretende dal Cardarelli, a fronte di fatture che non sarebbero state versate dall’ospedale all’azienda, che dal 2014 si occupa delle pulizie presso il polo collinare. La vicenda ha a che fare con dei servizi che secondo i vertici di Romeo sarebbero stati effettuati e non saldati.

Tanto è che all’Aorn Antonio Cardarelli
nei giorni scorsi è stato notificato
un decreto ingiuntivo. Di contro,
la dirigenza dell’ospedale ha dato mandato ai suoi legali di proporre opposizione

Il 2 novembre scorso, come riporta l’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, il dg del nosocomio, Ciro Verdoliva, ha dunque dato il via libera per il conferimento ai due legali e per l’impegno a bilancio della somma di 22mila euro. A tanto, infatti ammonta, la cifra destinata al compenso degli avvocati Antonio Nardone e Giuseppe Ceceri, impegnati nell’opposizione a Romeo.

Un nuovo capitolo, dunque, è stato scritto
per un appalto che si attesta sui 50 milioni di euro

Il bando è indetto nel luglio del 2014. Committente è l’Azienda ospedaliera di rilevanza nazionale Antonio Cardarelli. La gara è vinta dalla Romeo Gestioni, seconda in graduatoria si piazza Florida 2000. Quest’ultima società presenta ricorso al Tar, e a gennaio 2015 incassa parere favorevole.

A tale esito si oppone la Romeo Gestioni, che impugna la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Campania e ricorre al Consiglio di Stato. Poi, la III sezione del Consiglio di Stato, a luglio del 2015, affida definitivamente la gara alla Romeo. Gli episodi di quella che è diventata una «saga» non si fermano qui.

L’appalto continua a essere eseguito dalla Romeo, nel frattempo
però interviene l’Anac, la cui delibera (numero 1302 del 20 dicembre 2017) è portata all’attenzione anche della Procura della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica

I magistrati partenopei, del resto, avevano già indagato sull’imprenditore Alfredo Romeo (della «Romeo Gestioni») e sul dg del Cardarelli, Ciro Verdoliva. Entrambi arrestati nel novembre del 2017 e poi liberati, sono stati coinvolti in una inchiesta legata alla gestione di un appalto. La scorsa primavera entrano in campo anche i sindacati. A inizio maggio, il coordinamento aziendale Cobas Romeo Cardarelli, avvia la procedura di raffreddamento per evitare il trasferimento di operatori al lavoro presso l’ospedale collinare, verso il Tribunale di Napoli. Tornando all’appalto del 2014, a giugno scorso dopo la sospensiva, Il Consiglio di Stato respinge l’istanza cautelare annessa al ricorso per la revocazione straordinaria presentato dalla Florida 2000. L’appalto per le pulizie resta alla Romeo.

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