L'ospedale Cardarelli

Stamattina aveva attivato «l’Unità di Crisi» all’ospedale Cardarelli, in seguito «a straordinario afflusso di pazienti», come si legge in una nota. Ma proprio stamattina Ciro Verdoliva, general manager del nosocomio collinare, è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Con lui è stato arrestato anche l’imprenditore Alfredo Romeo, già coinvolto nell’inchiesta Consip di Roma.

Ciro Verdoliva e il governatore Vincenzo De Luca
Ciro Verdoliva e il governatore Vincenzo De Luca

Le accuse mosse nei suoi confronti sono abuso d’ufficio e corruzione, il tutto relativo ad un appalto. Nei giorni scorsi Severino Nappi, consigliere regionale di Forza Italia, tramite una nota prodotta in seguito alla mancata presenza dello stesso Verdoliva e del governatore De Luca alla riunione della commissione Trasparenza del consiglio regionale sul maxi-appalto da 80 milioni per le pulizie ospedaliere, aveva sottolineato: «La Commissione chiede di conoscere perché ogni mese all’azienda aggiudicataria (Romeo, ndR) il Cardarelli ritiene di versare 250.000 in più di quanto dovuto in base al contratto. Un silenzio assordante a questa precisa domanda ingenera sospetti e preoccupazioni indipendentemente dalle eventuali responsabilità. Le Istituzioni e la politica hanno il dovere di verificare e di controllare le attività amministrative e, se vengono meno, tradiscono la loro funzione».

Arrestati e ai domiciliari anche Ivan Russo, collaboratore dell’imprenditore, e Giovanni Annunziata, ex direttore generale dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Napoli. Altri 12 indagati, invece, sono destinatari di misure interdittive.

TRE DIVERSI FILONI DI IPOTESI CORRUTTIVE
NELL’INCHIESTA SULL’OSPEDALE CARDARELLI

L’inchiesta riguarda tre diversi filoni di ipotesi corruttive, relativi ad appalti riconducibili all’ospedale Cardarelli di Napoli, al Comune di Napoli e alla Soprintendenza per i beni culturali di Roma. L’inchiesta è svolta congiuntamente dalla Dda di Napoli e dalla sezione reati contro il patrimonio della procura partenopea. Le misure cautelari sono state chieste dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia Henry John Woodcock e Celeste Carrano, con il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice; e dal pm della seconda sezione (reati contro la pubblica amministrazione) Francesco Raffaele, con il coordinamento del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. L’ordinanza di applicazione delle misure cautelari e’ stata firmata dal gip Mario Morra.

La sede del Comune di Napoli

Ipotesi di corruzione anche nei confronti della funzionaria della Sovrintendenza archeologia e Belle arti romana Rossella Pesoli, per quanto riguarda il rapporto con Leandro De Felice, funzionario del Comune di Napoli. Sia la Pesoli che De Felice hanno avuto una sospensione dai pubblici uffici per alcuni mesi. Ipotesi di corruzione a carico di Romeo anche per i rapporti con Emanuele Caldarera, responsabile dell’ufficio speciale del Palazzo di giustizia di Napoli. Plurimi ipotesi di corruzione ipotizzati dai pm anche per i rapporti tra Romeo e dipendenti del Comune di Napoli, tra cui vigili urbani che non elevano multe all’hotel a cinque stelle di Alfredo Romeo, e impiegati comunali.

Sono indagati anche due finanzieri
che hanno ricevuto una misura interdittiva

Ecco tutti i nomi delle persone coinvolte in questa prima fase di indagine: Stefania De Angelis, Leandro De Felice, Gennaro De Simone, Achille Tatangelo (per i quali e’ stata disposta una sospensione per sei mesi); sospensione per quattro mesi per i finanzieri Biagio Castiello e Gennaro Silvestro, indagati per violazione di atti coperti; mentre sono indagati anche Sergio Di Stasio (Nas) e Carmen Minopoli (vigile urbano): per loro il giudice deve decidere sulla misura interdittiva.