Un video-frame della presentazione di De Luca, della smart card che attesta la vaccinazione anti Covid

Ecco perché l’ordinanza numero 17 è soltanto fumo negli occhi dei campani preoccupati

di Giancarlo Tommasone

Una premessa: la vaccinazione anti Covid non è obbligatoria. Detto ciò, occupiamoci dell’ultima iniziativa in ordine di tempo, del governatore della Campania, che nelle scorse ore ha presentato, nei fatti, la cosiddetta smart card, documento che comprova la vaccinazione da parte dei rispettivi intestatari. Due considerazioni al riguardo: si può ritenere a tutti gli effetti, una finta «carta», perché quella vera sarà eventualmente decisa e distribuita su indicazione del Governo.

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E inoltre, la card di Vincenzo De Luca, riporta soltanto l’attestazione della seconda somministrazione del vaccino, che viene consegnata al soggetto vaccinato in ogni caso, quando conclude l’iter di immunizzazione (il documento che prova la seconda vaccinazione, appunto). De Luca però, ha pensato di far realizzare la card, che sarà magari più glamour, più chic rispetto a un foglietto volante, ma resta una copia pura e semplice. Passando invece all’ordinanza numero 17, firmata ieri, Palazzo Santa Lucia ha demandato all’Unità di crisi regionale, la sottoscrizione di protocolli «di concerto con le associazioni di categoria rappresentative degli operatori economici».

Protocolli per poter poi disciplinare l’accesso facilitato ai possessori della smart card, a servizi «turistici, alberghieri, wedding, trasporti, spettacoli, etc». E’ chiaro che si tratta di una evidente compressione del diritto costituzionale della libertà di movimento, che va a ledere il diritto dei non vaccinati. E inoltre, è una ordinanza che non si aggancia a rimandi normativi del Governo centrale, e checché ne pensi De Luca, la Campania fa parte ancora dell’Italia. Allo stato, quanto prodotto ieri dalla Regione, appare come un atto di indirizzo, più che una disposizione vera e propria che avrà immediati effetti sulla nostra vita.

E c’è di più: è discriminatoria in re ipsa (in se stessa), perché, mettiamo il caso che ci siano soggetti (e ce ne sono) che vorrebbero fare il vaccino, ma che per motivi di natura medica non possono farlo. Senza vaccino non c’è smart card, senza smart card non si può avere – secondo l’ordinanza numero 17 – accesso facilitato ai citati servizi. Per questi soggetti che si fa, si proclama la «morte sociale», in Campania? Perché rifacendoci al concetto espresso con l’idea dalla card, non potrebbero viaggiare, andare magari a un matrimonio, al cinema, al teatro, in un locale.

Proprio sul versante della libertà di movimento, e del flusso del movimento, va sottolineata pure una certa incapacità di leggere la realtà da parte del governatore; incapacità che si desume da un particolare non certo trascurabile. Perché allo stato attuale, nella nostra regione, i possessori di card fanno parte di una fascia assai minoritaria del «bacino» che andrà a influire sul rilancio di alcuni settori economici, come quello dei viaggi, del turismo, del wedding, dello spettacolo. I soggetti della fascia di età compresa tra i 20 e i 50 anni – quelli che maggiormente viaggiano, vanno al cinema, al teatro, al ristorante, ecc… – tranne rarissime eccezioni, non sono vaccinati. E non hanno la smart card.

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