L'interno del padiglione Avellino, a Poggioreale (Stylo24)
L'interno del padiglione Avellino, a Poggioreale (Stylo24)

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

E’ ancora crisi sul fronte dell’affollamento degli istituti di pena italiani. Il numero dei detenuti nelle carceri è in aumento da diversi mesi, ed è tornato a oscillare intorno alla soglia dei 60mila, ‘sforata’ per un breve lasso di tempo tra novembre e dicembre dopo quasi 5 anni e numerosi interventi legislativi ‘antisovraffollamento’: gli ultimi dati disponibili del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, aggiornati al 31 dicembre scorso, registrano 59.655 presenze in cella, oltre 9mila in più rispetto ai posti regolamentari, pari a 50.581.

ad

Un anno fa (dato del 31 dicembre 2017), i detenuti risultavano essere 57.608, circa duemila in meno rispetto ad oggi. Numeri che testimoniano, come riferito oggi anche dal Guardasigilli Alfonso Bonafede in audizione al Copasir, una situazione di “emergenza”, e che colpiscono soprattutto se si guarda ai penitenziari più grandi: a Napoli Poggioreale i detenuti sono 2.296 a fronte di una capienza pari a 1.638 posti, a Roma Rebibbia 1.505 per 1.167 posti, a Milano Opera 1.351 per una capienza di 981, a Torino Lorusso-Cutugno 1.398 a fronte di 1.062 posti. Nelle 190 carceri del Paese, inoltre, sono reclusi 20.255 cittadini stranieri. Risultano in attesa di primo giudizio 9.838 detenuti, mentre 39.738 sono i condannati in via definitiva. Le detenute madri sono in totale 47, con 52 figli al seguito.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata