Il Carcere di Secondigliano
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Carceri e umanità, una dimensione che deve essere recuperata e rilanciata in un ambiente come quello dei penitenziari italiani, dove bisogna lavorare per il recupero dei detenuti. Accade anche nel carcere di Secondigliano.

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Le linee programmatiche, messe nero su bianco dal capo
del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria
Francesco Basentini a inizio dello scorso dicembre,
indicano la via per migliorare il funzionamento
di una istituzione importante e complessa come il Dap

E’ quanto riporta redattoresociale.it. Il primo esperimento, in tal senso, è stato realizzato con grande successo a Roma e ha riguardato gli istituti di Rebibbia Nuovo Complesso, Rebibbia Reclusione e Rebibbia Femminile. La start-up romana ha innescato l’avvio di una bonifica culturale del carcere con il coinvolgimento attivo della polizia penitenziaria. E ha aperto spazi nuovi al senso di umanità. Ad illustrare l’iniziativa sul sito del Ministero della Giustizia è stato il responsabile della task-force lavori di pubblica utilità, Vincenzo Lo Cascio.

I detenuti selezionati
per questo progetto
si fidano e si affidano
agli agenti

E questi ultimi, grazie a quella bonifica culturale di cui sopra, divengono i garanti del rispetto delle regole e dei diritti dei detenuti lavoratori. E’ nato in questo modo il format «Mi Riscatto per…», nuovo e moderno esempio di best practice che, dopo Roma, altre città stanno replicando con successo, dando piena esecuzione all’articolo 20 ter del Decreto Legislativo del 2 ottobre 2018. Un esempio virtuoso che non ha lasciato indifferente l’Onu, tant’è che il rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) in Messico ha scritto al ministro Bonafede e al capo Dap che «’Mi riscatto per Roma’ può essere di grande interesse per il Messico e per questo abbiamo intenzione di verificarne la sua trasferibilità».

Il progetto, avviato a fine marzo e poi siglato ufficialmente nell’agosto dello scorso anno, ha consentito di eseguire fino a oggi circa 4mila interventi. Nel 2019 i lavori di pubblica utilità sul territorio romano coinvolgeranno 190 detenuti: 50 destinati alle aree verdi e già formati dal Servizio giardini del Comune di Roma, con rilascio di attestato e abilitazione; 30 già formati da Autostrade per l’Italia, con tanto di attestato professionale per operare in qualità di asfaltatori e manutentori di strade; 50 saranno formati entro metà febbraio da Ama Roma, con attestato di operatore ecologico; e così altri 50 detenuti di Rebibbia Reclusione; infine 10 detenute del femminile saranno formate dal Servizio Giardini, con rilascio di attestato e abilitazione.

Sono stati coinvolti anche la Regione Lombardia, il Comune di Milano, la Città Metropolitana di Milano, Fits, Ance, Plus Value: trecento i detenuti impegnati in tre anni per la rigenerazione urbana dell’area ex-Expo, con formazione professionale e il coinvolgimento di Ance per clausola sociale utile per l’assunzione delle persone detenute. A seguire è stata la volta di Palermo, che ha sottoscritto «Mi Riscatto per Palermo»: all’Ucciardone è stato selezionato un primo contingente di 50 detenuti, che arriveranno a 100 entro fine anno.

A Napoli, dove il protocollo d’intesa è stato sottoscritto
nel dicembre scorso, è stato coinvolto
il carcere di Secondigliano con i primi 25 detenuti

Un secondo gruppo di 25 sarà selezionato per fine febbraio, fino ad arrivare a 100 per fine anno. Infine, il 16 gennaio scorso il progetto è stato avviato a Torino: saranno 50, in una prima fase sperimentale, i detenuti che verranno selezionati e formati per svolgere i primi lavori di pubblica utilità, che riguarderanno per lo più la manutenzione delle aree verdi della città. Seguiranno a breve nuove intese con i Comuni di Firenze, Venezia, Potenza, Bari, Lecce, Catania, Catanzaro.

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