giovedì, Giugno 30, 2022
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Grand Hotel Poggioreale, finita (quasi) la vergogna d’Italia

La stanza divisa in zona notte e zona giorno, due posti letto soltanto e un bagno dotato di tutti i servizi. E’ la cella di un carcere ma non e’ piu’ uno spazio angusto con letti a castello, nessuna separazione tra l’ambiente in cui si dorme e quello in cui si mangia o si fanno altre attivita’. Nel secondo padiglione “Genova” del carcere di Poggioreale la ristrutturazione e’ avvenuta seguendo tutte le prescrizioni del sistema penitenziario in materia di rispetto della dignita’ del detenuto e della sicurezza degli operatori.

La struttura ha una capienza regolamentare complessiva fino a 102 posti. Nel piano interrato sono stati sistemati i locali tecnici, al piano terra ci sono 8 stanze per i detenuti, una stanza per le attivita’ sociali, un’infermeria e la sala controllo. Nei tre piani superiori e’ prevista una stanza per disabili e altre otto per i detenuti, oltre alla stanza per le attivita’ di gruppo.

Il carcere di Poggioreale (Stylo24)
Il carcere di Poggioreale (Stylo24)

Nel pomeriggio di ieri la nuova struttura e’ stata inaugurata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, insieme al capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo al direttore del penitenziario “Giuseppe Salvia” Maria Luisa Palma. I lavori di ristrutturazione sono cominciati nel 2016 e sono ancora in corso per altri reparti e soprattutto per i laboratori. A breve sara’ inaugurata la pizzeria di Poggioreale, per rendere il carcere “piu’ affollato e problematico d’Italia”, come ha detto il ministro Orlando, “non un carcere scandinavo”. “Certamente sono stati fatti dei passi in avanti per superare elementi patologici”. Uno sforzo sottolineato anche dal neo direttore Maria Luisa Palma per rendere l’istituto al passo con le direttive europee sulla riabilitazione e il reinserimento dei detenuti. “E’ sicuramente conforme alla norma – ha spiegato Palma – alla normativa sul rispetto dell’uomo detenuto e delle persone che ci lavorano”.

Il tema deve essere “non quello dell’effettivita’ della pena ma dell’utilita’ della pena”, ha aggiunto Orlando. “Noi siamo in un Paese dove se non fai nulla di male ma privo di qualunque volonta’ di riscatto accedi ai benefici – ha aggiunto – questo e’ sbagliato. Ai benefici si deve accedere se c’e’ un impegno nella direzione dello studio, del lavoro, dello sport. Si deve utilizzare il momento di reclusione come un momento di ripartenza”. Il ministro ha parlato anche della polizia penitenziaria ricordando e’ stata decisa l’assunzione di altre 2000 unita’.

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